Il 30 aprile 1945 si celebra l’anniversario della morte di Luisa Ferida, l’attrice uccisa insieme a Osvaldo Valenti, perché accusata dai partigiani di aver partecipato ai crimini di guerra della “banda Koch”.

La tragica storia di Luisa Ferida

Luisa Ferida photo credits wikipedia

Luisa Ferida, pseudonimo di Luisa Manfrini Farnet, è stata una delle più celebri attrici italiane nel periodo tra il 1935 e il 1945. L’attrice non viene ricordata solo come una delle dive cinematografiche del suo periodo ma anche per la sua tragica e ingiusta morte. In seguito alla Guerra di Liberazione italiana i partigiani hanno ucciso l’attrice insieme al collega Osvaldo Valenti, cui era legata sentimentalmente. La causa principale di questo omicidio, provato dalla Corte d’appello di Milano, sarebbe stata quella della partecipazione ai crimini di guerra e torture della cosiddetta “banda Koch”. In realtà la Corte d’Appello ha dichiarato l’innocenza di Luisa Ferida nel dopoguerra.
La carriera dell’attrice italiana è cominciata con il film “Freccia d’oro” del 1935. Tra il 1937 e il 1938 il suo successo è proseguito grazie ad alcune produzioni cinematografiche, come “La fossa degli angeli”, “I fratelli Castiglioni”, e “Il conte di Brechard”. Nel 1939 ha interpretato una giovane contadina nel film “Un’avventura di Salvator Rosa”. Nel 1939 Ferida ha conosciuto Osvaldo Valenti, che sarebbe diventato il suo compagno di vita oltre che collega sul set cinematografico.
Durante il regime fascista i due attori si sono distinti dall’opinione comune cinematografica per aderire alla Repubblica Sociale Italiana. Proprio per questo motivo sono stati costretti a trasferirsi da Roma e Cinecittà al Cinevillaggio di Venezia.

Dopo aver subito un aborto spontaneo Ferida ha scritto ad un amico che non avrebbe più voluto sentir parlare di cinema. In seguito alla caduta della Repubblica Sociale Italiana, l’attrice ha pagato con la vita la sua relazione amorosa con Osvaldo Valenti, che si era mostrato a favore dei fascisti in un breve periodo della sua vita, frequentando Villa Trieste a Milano, sede della banda Koch.
Il 30 aprile 1945 i partigiani hanno fucilato a Milano Luisa Ferida, all’età di soli 31 anni, e gravida da quattro mesi, insieme a Valenti. L’accusa principale era quella di aver collaborato con la banda Koch.

Sonia Faseli

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