Matt Bianco è il frontman del gruppo che ha portato al successo la canzone Whose side are you on, brano super ballato negli anni Ottanta
Band pop tra le più singolari e attraenti degli anni Ottanta, i Matt Bianco hanno lanciato un mix di generi musicali, tra latini, jazz e funky dando vita ad una serie di hit che li hanno resi celebri in Europa e nel mondo.
Il nome scelto dal trio è spesso identificato con il cantante leader del gruppo, Mark Reilly ma, in effetti, si tratta di un nome di fantasia.
Del gruppo britannico, nato nel 1982, ne hanno fatto parte, oltre al già citato Mark Reilly, il tastierista Danny White e il defunto bassista Kito Poncioni. Per il loro primo album Whose Side Are You On?, i Matt Bianco hanno ingaggiato la cantante polacca Basia Trzetrzelewska.
Al trio originario, successivamente ai Matt Bianco si è aggiunto anche Mark Fisher, ex tastierista e session man degli Wham! Con questa composizione, nel 1986 il gruppo ha pubblicato l’album omonimo Matt Bianco, mentre nel 1988 è uscito Indigo. Entrambi i dischi hanno riscosso un buon successo internazionale, seguìto da tour europei.
Nel 1990 è stata pubblicata la prima raccolta musicale della band, The Best of Matt Bianco, mentre del 1991 è l’album dai toni latino-americani, registrato in studio, Samba in Your Casa. Nel 1993 è uscita una seconda raccolta, Yeah Yeah, e nel 1994 l’album Another Time Another Place.
Matt Bianco: “Negli anni ’80 facevamo semplicemente la musica che ci piaceva”

Il successo dei Matt Bianco è sicuramente legato a canzoni come “Whose side are you on?” e “More than I can bear”. Intervistati da lopinionista.it parlando del loro sound hanno precisato: “negli anni ’80 facevamo semplicemente la musica che ci piaceva: non pensavamo ad essere commerciali, rimanemmo sorpresi dalle vendite in un periodo in cui la scena era dominata dall’elettronica. Ovviamente fummo felici dei risultati che raggiungemmo”.
A distanza di anni continuano a fare musica: “crediamo che le nostre influenze di base siano rimaste oggi le stesse di allora, jazz, latin, r&b, pop, forse oggi siamo meno pop di quanto lo eravamo negli anni’80. Ora suoniamo nei jazz festival ed è bellissimo, come lo era a quei tempi che eravamo delle vere pop star. Non vogliamo fare del revival, ci divertiamo a fare ancora musica, viaggiando per il mondo e lavorando con musicisti diversi. È giusto introdurre sempre nuovi elementi nella nostra musica. Abbiamo lavorato anche con session men di flamenco di nazioni diverse, è stata anche questa un’esperienza molto interessante”.





