Ha vinto Loreen la 67esima edizione di Eurovision a Liverpool con 583 punti e una marea di fatidici “douze” dai Paesi nordici. Seconda la Finlandia con il rapper in bolero verde, Käärijä, l’altro favorito ma con 57 punti in meno finali. Irresistibile, anzi avvolgente, il suo muscolare Cha cha cha. Il nome Käärijä deriva dall’inglese “wrap”, ossia avvolgere, perfetto per il gioco di parole con “wrapper”. Ventinove anni, a 20 gli è stato asportato parte dell’intestino per una colite ulcerosa. Ora invece ha tanto fegato e il suo Cha cha cha meravigliosamente tribale ha stravinto tra il pubblico da casa, i cui voti hanno contato per il 50%, così come quello dei giurati.
Per Loreen classe 1983 non si tratta della prima volta: già nel 2012 partecipò al festival musicale più seguito al mondo e riuscì a sbaragliare la concorrenza con la sua canzone Euphoria, diventando uno dei volti più noti della scena dance pop e indie pop. La prima volta in cui Loreen finisce sotto i grandi riflettori è il 2004, quando partecipa alla prima edizione del talent show svedese Idol, a cui la iscrive la sorella a sua insaputa. Un anno più tardi pubblica il suo primo singolo, The Snake, in collaborazione con Rob’n’Raz e inizia a lavorare come produttrice e direttrice artistica di alcuni programmi tv. Nel 2011 decide di partecipare al Melodifestivalen, il programma svedese in cui si seleziona il rappresentante da mandare sul palco dell’Eurovision. Il brano My heart is refusing me ottiene un buon successo commerciale ma finisce solo al nono posto. Un anno più tardi, Loreen ci riprova con Euphoria e questa volta è un successo planetario: il brano si aggiudica sia il contest svedese che l’Eurovision di quello stesso anno, diventando un tormentone internazionale. Con la vittoria della scorsa notte, Loreen è diventata la prima donna nella storia della competizione a vincere per due volte.
Successi a parte, Loreen si è fatta conoscere negli anni anche per il suo impegno extra musicale. La cantante svedese classe 1983, nata a Stoccolma da due genitori marocchini, è dichiaratamente bisessuale e ha un grande seguito tra la comunità Lgbtq+

Terza Noa Kirel, 22 anni, prodigio della musica israeliana che con la sua dance-pop Unicorn ha spopolato con il gesto della mitologica creatura. Soldatessa per due anni, nell’esercito ha formato anche una band, parenti uccisi ad Auschwitz, Kirel ha perso un rene qualche anno fa e da bambina era così debole che un rabbino consigliò di modificare il nome da Noya a Noa (“movimento”) per buon auspicio.
Questa dunque la classifica finale dopo la somma dei voti delle giurie e del pubblico:
- Svezia: 583
- Finlandia: 526
- Israele: 362
- Italia: 350
- Norvegia: 268
- Ucraina: 243
- Belgio: 182
- Estonia: 168
- Australia: 151
- Cechia: 129
- Lituania: 127
- Cipro: 126
- Croazia: 123
- Armenia: 122
- Austria: 120
- Francia: 104
- Spagna: 100
- Moldavia: 96
- Polonia: 93
- Svizzera: 92
- Slovenia: 78
- Albania: 76
- Portogallo: 59
- Serbia: 30
- Regno Unito: 24
- Germania: 18





