La Presidenza del Consiglio dei Ministri con a capo Silvio Berlusconi nel 27 Novembre del 2003 istituisce la Giornata Nazionale dello Sport. Su tutto il territorio della Penisola le piazze e i centri sportivi brulicano di persone e atleti per sensibilizzare gli italiani alla pratica dello sport, non solo come mera attività fisica ma come stile di vita.

Ha senso una Giornata Nazionale dello sport?

Logo del CONI ( Comitato Olimpico Nazionale Italiano) promotore della Giornata Nazionale dello Sport
Logo del CONI ( Comitato Olimpico Nazionale Italiano) promotore della Giornata Nazionale dello Sport

Il sito ufficiale del Coni, nella pagina adibita alla Giornata Nazionale dello Sport, riporta un passaggio di un discorso del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella:

Chi si impegna per lo sport e lo diffonde, aiuta il Paese”

(Sergio Mattarella, allo Stadio dei Marmi in occasione della sua visita nella sede del CONI il 12/6/2017)

Il Capo dello Stato dimostra chiaramente che ha totale contezza del ruolo sociale che gioca in una Nazione lo sport, gli stadi di Olimpia antica ben lo confermano. Infatti, l’attività sportiva non solo ha la funzione di diminuire il tasso di sedentarietà di una popolazione o ridurre il rischio di malattie cardiovascolari legato ad una soglia del sovrappeso troppo elevata, ma ha anche un ruolo inequivocabilmente impattante sullo stato psicologico dell’individuo.

Lo sport favorisce il legame sociale tra persone e la sana competizione tra agonisti porta a raggiungere una maggiore autoconsapevolezza delle proprie risorse e anche dei propri limiti. Inoltre tali attività si basano su una ferrea disciplina di sacrifici sempre direzionata ad una gratificazione. Lezione di vita: le cose belle richiedono sempre impegno, tutto subito non porta che a risultati caduchi ed effimeri.

Non è raro che spesso, soprattutto nelle generazione più giovani e nelle aree urbane più disagiate, una palestra o un centro sportivo possano essere ancora di salvezza per ragazzi e ragazze che, se non altrimenti, sarebbero destinati ad essere galoppini delle associazioni a delinquere a bazzicare errabondi per le strade. Lo sport, in questo caso, preserva il Paese dal proliferare da stili di vita autodistruttivi.

Mens sana, in corpore sano

Lo sport è equilibrio e disciplina. L’eccesso, come in ogni ambiente, non porta altro che danno ad ogni individuo. Ragazzi oberati da attività sportive senza controllo vanno incontro, spesso, a rendimenti scolastici poco soddisfacenti, tralasciando così i doveri scolastici. Inoltre, un ambiente competitivo tossico ed estremamente coercitivo può portare a disturbi psicologici o alimentari.

La competizione deve rimanere un punto focale dell’accrescimento del proprio essere. Dunque, ambire non alla perfezione ma al miglioramento di sé stessi, superando i nostri limiti senza gravare sui noi stessi. La competizione è costruzione dell’io non distruzione dell’altro o architettura dell’ego. L’agonismo è solidarietà non individualismo. Le Olimpiadi antiche dischiudevano gli uomini dalle armature per accoglierli nelle arene e gareggiare, sì, uno contro l’altro ma per un onore superiore che superava la rivalità tra Nazioni. Lo Sport è unione ed espressione di fratellanza tra le genti.

Paolo de Jorio

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