Il volo Dc-9 Itavia partì da Bologna e non arrivò mai a Palermo il 27 giugno 1980. Oggi, anniversario della Strage di Ustica, ancora non c’è chiarezza sugli avvenimenti di quel giorno. Nell’aprile del 2015 la corte d’Appello ha confermato che a far cadere l’aereo di linea dell’Itavia fu un missile sganciato durante uno scontro aereo: niente bomba a bordo, come a lungo ipotizzato, l’aereo è stato abbattuto. Rimangono però avvolti dal mistero i contorni della vicenda e i nomi dei responsabili.
La Strage di Ustica, domande senza risposta

Sono passati 43 anni da quella sera, ma ancora oggi non si hanno delle risposte. Il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, è vicino ai parenti delle vittime e sostiene le loro richieste, sempre le stesse anno dopo anno, quelle di arrivare alla completa verità rispetto alla sera del 27 giugno 1980, quando l’aereo DC-9 Itavia fu abbattuto e 81 persone persero la vita. L’aereo è esploso in volo ed è caduto nel mar Tirreno nelle acque fra le isole di Ponza e Ustica. L’ultimo contatto con l’aeroporto di Roma Ciampino è alle 20:59. Passarono 5 minuti, ma dal volo nessuno rispose alla chiamata per l’autorizzazione di inizio discesa su Palermo. Da qui i tentativi di contatto da parte delle torri di controllo di Roma e Palermo e anche di due voli sulla stessa rotta, ma non ci fu nessuna risposta.
I parenti delle vittime ricercano ancora la verità
Il presidente Bonaccini chiede di avere solo una cosa: verità. “Il dolore dei familiari non si spegne, come la nostra volontà di chiedere l’ultimo pezzo di verità sugli autori e sui responsabili materiali. Quello che manca sono ancora i nomi di autori e responsabili. Questo non è accettabile per i parenti delle vittime, né degno di un Paese democratico” . L’Associazione Parenti delle Vittime chiede costantemente alla Magistratura di concludere le indagini, riaperte nel 2008. Daria Bonfietti, perse il fratello nel volo del 1980 ed è presidente dell’Associazione. Nell’intervista con Vanity Fair racconta “La verità sulla strage la conosciamo. Sappiamo che in Italia il 27 giugno 1980 è stato abbattuto un aereo civile in tempo di pace, questa è la verità, non sappiamo ancora da chi è stato abbattuto, ma lo sapremo quando il nostro Paese avrà la forza di chiedere le risposte ai Paesi amici ed alleati che ancora non ce lo dicono”.
Il Museo della Memoria di Ustica
Il Museo della Memoria di Ustica è stato inaugurato nel 2007 e realizzato grazie al Protocollo d’Intesa stipulato, su sollecitazione dell’Associazione Parenti delle Vittime della strage, tra Ministero per i Beni e le Attività culturali, Ministero della Giustizia, Regione Emilia-Romagna, Provincia di Bologna, Comune di Bologna. Vi è un’installazione permanente di Christian Boltanski. Le 81 vittime della strage sono ricordate attraverso altrettante luci che dal soffitto del Museo si accendono e si spengono al ritmo di un respiro. Intorno al velivolo ricostruito con i resti riportati appositamente a Bologna, sono collocati 81 specchi neri che riflettono l’immagine di chi percorre il ballatoio, mentre dietro ad ognuno di essi 81 altoparlanti emettono frasi sussurrate, pensieri comuni e universali, a sottolineare la casualità e l’ineluttabilità della tragedia. Daria dice “Il nostro obiettivo è fare memoria attorno al museo, nel miglior modo possibile”.
Giulia Simonetti
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