È confermato un nuovo calendario di scioperi a luglio 2023. Si prospettano ripercussioni per gli scioperi negli aeroporti internazionali. Già a inizio anno, gli scioperi nazionali hanno provocato non pochi disagi alle persone che si affidano ai trasporti per spostarsi, specialmente quelli ferroviari e aerei.

Scioperi nel settore dei trasporti

Sciopero trasporti 2023- Photo Credits Calabria7
Sciopero trasporti 2023- Photo Credits Calabria7

Dopo lo sciopero dei trasporti di gennaio 2023, che ha coinvolto anche benzinai, anche luglio 2023 si apre con scioperi generalizzati. I problemi riguardanti gli scali internazionali rischiano di ripercuotersi anche sull’Italia e sui trasporti Italiani. Stando al bollettino del Ministero dei Trasporti, altri scioperi interesseranno su scala regionale e nazionale il traffico aereo, su gomma e su rotaia. Venerdì 7 luglio per gli aderenti alla Confsal Faisa lo sciopero sarà nazionale e di 24 ore e riguarderà, quindi, tutti i lavoratori delle aziende di trasporto locale, dagli autobus ai tram fino alla metropolitana di tutta Italia.

Le ripercussioni dall’estero

Europa e Stati Uniti si trovano di fronte a ritardi o cancellazioni nei voli, o comunque una forte disorganizzazione causata dall’impossibilità di soddisfare i tantissimi clienti. Per quanto riguarda gli aeroporti italiani, la trattativa per il rinnovo del contratto nazionale è bloccata sull’aumento delle retribuzione, dove le richieste sindacali non trovano corrispondenza o accordo. E’ atteso il rinnovo contrattuale ormai da 6 anni. Un contratto dovrebbe restituire potere d’acquisto ai salari e dignità alle migliaia lavoratrici e lavoratori degli aeroporti italiani che affrontano ogni giorno con professionalità e serietà il proprio lavoro, in condizioni inadeguate e con stipendi insufficienti.

La responsabilità della Francia

Secondo un rapporto preparato dal Senato d’Oltralpe, la Francia sarebbe responsabile del 33% dei ritardi imputabili al controllo del traffico in Europa. Dal 2004 al 2016 i controllori di volo in Francia avrebbero scioperato in totale 254 giorni, molto più di qualunque altro stato europeo, seguita dalla Grecia con 46 giorni, l’Italia con 37 e la Germania con 4. Sarebbe di 300 milioni di euro il “conto” annuale presentato dagli scioperi dei controllori di volo in Francia.

Giulia Simonetti

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