Nel lontano inverno 1991, tra le calde mura della casa editrice ACME in Roma, Claudio “Greg” Gregori (chitarra e voce), disegnatore fumettista, Pasquale “Lillo” Petrolo (voce), fumettista, e Paolo Di Orazio (batteria), redattore e scrittore, si uniscono attorno ad una scrivania per gettare le fondamenta di un mensile demenziale da edicola (di cui tutt’ora si tace il titolo nella speranza di riprenderne la realizzazione).

Ma il destino, impietoso paladino tra i cavalieri alati di Dio, calò il suo tagliente gladio sui vertici della casa editrice, cenerizzandola, e i tre valorosi vassalli creativi restarono sì ignudi ai 4 venti della disoccupazione, ma scaldati e quindi uniti dalla volontà di proseguire la loro opera creativa in tutt’altra dimensione: la musica.

Il gruppo viene fondato nel 1991 nelle stanze della casa editrice Acme da Paolo di Orazio e Claudio “Greg” Gregori. Dopo essere stati licenziati dal loro lavoro di fumettisti i due mettono insieme una band che esordisce nel febbraio del 1992 al Classico Village di Roma, in occasione del concorso “Ugola d’Oro”, vincendo sia il premio della critica che quello del pubblico. Cominciano così ad esibirsi regolarmente dal vivo con spettacoli che mischiano musica e cabaret ed in breve tempo raccolgono una solida e copiosa base di ammiratori che affolla puntualmente i loro concerti nella capitale senza aver inciso una singola nota.

Nonostante la dimensione dei Latte & i Suoi Derivati sia indubbiamente quella live, anche su disco la band non delude regalandoci un debutto con i fiocchi, genialmente intitolato “Greatest Hits” (1994): chi non vorrebbe iniziare la propria discografia con una raccolta dei propri più grandi successi? Ecco, loro l’hanno fatto! Ed effettivamente, come in un greatest hits che si rispetti, qui troviamo alcune tra le canzoni che poi sono diventati cavalli di battaglia del gruppo come “Me so’ ‘Ngrifato”, dove Greg fa il verso al maestro Califano, “Alla Fiera del Tufello”, una rielaborazione di “Alla Fiera dell’Est” fatta da Lillo, con la quale parteciparono al Festival di Sanscemo, “Raggamaffa”, “Figlio Mio, Ovvero Dritte per Svoltare” e “No, Nun Ho Detto Gioia, Ma Troia, Troia, Troia!!”.

Nel biennio 1995-1996 il gruppo si unisce alla Compagnia Attori e Tecnici di Attilio Corsini e partecipa a due stagioni di repliche della commedia musicale “57 Quaranta 170 (06 per chi chiama da fuori Roma)”, andata in scena al Teatro Vittoria di Roma, dal quale nasce il disco omonimo. Si tratta di un album abbastanza raro, perché venduto solo agli spettacoli teatrali, ma contiene comunque canzoni degne di nota come “Amico è”, “Compagni Camerati”, e “Flic & Floc”, che saranno riprese in futuro per altri dischi. Da segnalare “Amnesy International”, dove Greg che si trova alle prese con Lillo che non ricorda il testo della canzone, perché soffre di una strana forma di amnesia che mano a mano contagia tutti i musicisti e lo stesso Greg.

Il terzo album arriva poco dopo: “22 Celebri Motivi Per Sognare” (1996), ha un titolo e una copertina che si rifanno a quelle patetiche compilation di “musica d’atmosfera” che dovrebbero servire a creare l’ambientino giusto per “arrivare al dunque” con ala ragazza di turno e guarda caso ci viene in aiuto il gruppo spalla del disco, ovvero Piero e i Simpatici, che in attesa dell’arrivo dei Latte & i Suoi Derivati, riscalda il pubblico con tre reinterpretazioni di classici della tradizione pop italiana mascherati da brani originali,: “Bono Come il Pane” (remake de “La Canzone del Sole”), “500 Sotto il Sole” (cover di “Nel Blu Dipinto di Blu”, con la partecipazione straordinaria di Edoardo Vianello) e “La Faccia dell’Ignoranza” (rifacimento di “Margherita”).

Perché Lillo e Greg lasciarono la band “Latte e i suoi derivati”

L’anno successivo esce l’ultimo album della band, dal titolo “Sei Sicuro Che Era Solamente Tabacco?”, con una magnifica copertina che ruba a piene mani dal periodo “Yellow Submarine” dei quattro di Liverpool, rimandando non troppo indirettamente all’acronimo del gruppo, LSD, che è lo stesso della gloriosa “Lucy in the Sky with Diamonds”.

Purtroppo la copiosità delle uscite, il terzo disco in due anni, va a discapito della qualità, risentendo di un’ispirazione non sempre ai livelli di come i nostri ci avevano abituato. A parte le nuove versioni in studio di “Flic & Floc” e “Compagni Camerati” ripresi dal precedente disco teatrale, non mancano i pezzi degni di nota come “E Non Lo So”, con la quale viene bellamente canzonato Pino Daniele e la sua irrefrenabile voglia di fare blues, nonostante le sue origini napoletane: “A me me piace de sona’ / a me me piace de canta ‘o blues / pecché songo napulitano / i napulitani so’ comme i niri, cantano ‘o blues”.
Su tutti spicca però “Occhi di Luna”, parodia delle classiche canzoni sdolcinate sanremesi, dove la lei di turno viene descritta in modo fiabesco, finchè tutta la rabbia vogliosa e libidinosa di Greg non esplode e prende il sopravvento sul tranquillo svolgimento del pezzo (“dico a te, occhi de fica / proprio a te, ma quale amica? / vojo te, occhi de tette / che co’ me fai quelle cosette”).
Giusto per la cronoca il disco contiene anche quella “Bada a Quello Stopper”, canzone non tra le più riuscite, ma che fu per tutta la stagione 1996/97 la sigla della trasmissione calcistica Galagoal, andata in onda sull’allora Telemontecarlo.

Nel 1998 esce quello che, ad oggi, è l’ultima pubblicazione ufficiale del gruppo (raccolte escluse), dal titolo “Noi e gli Animali”, un EP commissionato per l’inaugurazione dal Bioparco di Roma (ovvero lo Zoo della capitale). Nei quattro brani lo stile della band viene per forza di cose ammorbidito e ripulito, quasi ridotto a musica per bambini e senza sorpresa le canzoni vengono subito accantonate e mai riproposte live.

Dalla fine degli anni ’90 il duo Lillo & Greg inizia ad avere successo anche al di fuori del gruppo, grazie a radio, teatro e, soprattutto, televisione con il progetto Latte & i Suoi Derivati che viene via via accantonato, relegandolo solo ad alcuni live estivi, dove, oltre agli storici successi, hanno fatto capolino brani inediti come “Mick Jagger”, “E Non è Vero un Cazzo”, “Rokkomon”, “Govon”, “A Gonfie Vele”, “Shampista Cubista” e “La Marcetta”.

L’ultima occasione per vederli assieme è stata nel 2010 per la serie di concerti al Teatro Olimpico di Roma chiamati “Shine a Latte – World Tour” (riprendendo niente popò di meno che “Shine a Light” dei Rolling Stones), una settimana di concerti a dimostrazione di come l’affetto del pubblico sia rimasto intatto, anche se difficilmente li rivedremo ancora insieme sul palco, a causa di dissidi di vario genere tra il duo comico e il resto del gruppo.