In ogni contesto si aprono migliaia di possibilità e una di queste era che Medvedev vincesse sfruttando quel set point nel secondo set, a seguito del rovescio lungo linea. Non era la giornata del russo però, perché davanti ha avuto un destino più grande di lui e quel destino si chiama Novak Djokovic. Dopo non aver potuto partecipare all’edizione dello scorso anno, il serbo si è ripreso decisamente tutto con gli interessi e si è imposto in finale a New York in tre set: 6-3, 7-6, 6-3. Una partita che è entrata nella storia perché ha consentito a Nole di vincere il suo 24esimo slam. Un numero non casuale per gli appassionati dello sport e soprattutto per chi amico di Kobe Bryant lo è stato come il tennista serbo. Per cui, maglia celebrativa e dedica immancabile da parte sua e diciamo pure che la mamba mentality si è ben vista in campo in tutti quegli scambi lunghissimi da oltre 20 colpi e in quello stoico secondo set.

Novak Djokovic trionfa a New York: gli US Open tornano suoi

Prossimo obiettivo? Quota 25 per superare anche Margaret Smith Court, agganciata ieri con i 24 titoli slam e di fatto la tennista più vincente della storia. Ora nell’Olimpo è salito anche Nole e ai prossimi Australian Open, storicamente abbastanza favorevoli per lui, punta al 25esimo successo in uno slam. Ieri la partita è stata però tutt’altro che scontata. Se infatti il primo set è scivolato via sotto le dimostrazioni di forza da parte del serbo e si è concluso anche abbastanza in fretta sul 6-3, così non è stato per il secondo. Medvedev ha recuperato e aperto i giochi per una vera maratona. Addirittura sul 6-5 il russo ha l’opportunità di chiuderlo e riportare in parità l’incontro, ma forse è abbastanza provato anche lui e non ha la lucidità per portarlo a casa. Djokovic ringrazia e si impone al tie break 7-6 (7-5). La terza ed ultima parte di gara ne è solo una conseguenza. Novak recupera calma, Daniil soffre mentalmente l’opportunità fallita e quindi il titolo lo vince il serbo con un altro 6-3.

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