Nei tre precedenti incontri Jannik Sinner non era mai riuscito a battere Novak Djokovic. Questo però è il suo anno: è l’anno dei trofei, è l’anno delle prime volte, come aveva fatto vedere già contro Medvedev. E’ l’anno anche del primo successo contro il numero del mondo. Ieri al PalaAlpitour è andata in scena una partita che sarebbe stata degna di una qualsiasi finale. Una maratona di oltre tre ore chiusasi al termine di 3 set, di cui due andati al tie break (7-5, 6-7, 7-6). Il dato che poi ha riscaldato l’atmosfera nel palazzetto è stato che a dettare i ritmi del gioco non è stato quasi mai il serbo, ma praticamente sempre l’altoatesino. Adesso è ad un passo dalla qualificazione e si giocherà tutto nella sfida contro Rune di domani. Intanto però andiamo a rivivere il grande match che è stato Sinner-Djokovic.

Sinner-Djokovic, ora Jannik gioca ad armi pari con i grandissimi

Crediti foto: ATP Tour | Facebook

Per Panatta è lui l’erede di Djokovic e a questo punto le possibilità che possa arrivare in fondo al torneo cominciano a crescere. Jannik Sinner ieri ha orchestrato un capolavoro di pregevole fattura. Non ha mai lasciato scappare via il suo avversario, nemmeno quando era in vantaggio. Emblematico sul 5-5 del primo set un clamoroso ribaltone: Nole, con il servizio dalla sua, conduceva per 40-0, Jannik lo ha prima ripreso e poi ha vinto il game. Nel secondo set la battaglia si è fatta più intensa è la tattica dell’essere sornione per il serbo ha ben pagato. Ritmi alti, colpi da cineteca con i passanti di Sinner che andrebbero messi in un museo, ma arrivati al tie break ad averne di più è stato proprio il numero 1 del mondo. Ha fatto un po’ valere la legge del campione e subito il sorriso è risbucato sul suo volto senza troppi problemi. Appuntamento con il destino dunque rimandato ad un ultimo set e, come da copione, non poteva che terminare al tie brek. Le belle storie in fondo hanno sempre bisogno di un po’ di suspense. Jannik ad un certo punto riesce pure a scappare via sul 4-2, ma quando si fa riprendere si teme ancora una volta che il serbo possa far valere tutte le sue qualità. Forse a questo punto si mette a battibeccare un po’ troppo con il pubblico. Non si aspettava un Sinner così. Si prosegue colpo su colpo fino al tie break e lì l’altoatesino dimostra di averne decisamente di più. lo chiude 7-2 e senza storia, ma la storia la fa invece battendo proprio Djokovic per la prima volta in carriera. Futuro da numero 1? Il tennis italiano ci spera.

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