Con il pranzo dell’Immacolata si aprono ufficialmente le Feste. Infatti la festa dell’Immacolata Concezione che si celebra l’8 dicembre ci introduce definitivamente nel periodo natalizio. È in questo giorno, che, per tradizione, si allestiscono l’albero di Natale, gli addobbi, le lucine e chi più ne ha più ne metta.

Durante questa giornata siamo tutti impegnati a sistemare l’albero con le sue interminabili luci e pallineaddobbare la casa qua e là e preparare dei piatti della tradizione culinaria regionale.

Non tutti però sono a conoscenza del fatto che nelle varie regioni del nostro Stivale esistono delle ricette tradizionali legate all’8 dicembre, tutte accomunate dal fatto che sono prive di carne.

Pranzo dell’Immacolata, i piatti tipici del Sud Italia

In realtà, se proprio vogliamo dirla tutta, molti di questi piatti sono nati a seguito della pratica religiosa del digiuno, istituita nel lontano 1628 in Puglia.

Ed è proprio in Puglia che resta ancora alta la tradizione culinaria per la giornata dell’Immacolata, così come in Basilicata, Calabria e Sicilia.

Nella maggior parte della Puglia il pranzo dell’Immacolata si svolge in piedi, portando in tavola alici sotto sale, tonno sott’olio, peperoni, melanzane, pecorino, capperi ed altri prodotti locali, da accompagnare rigorosamente con la puccia. La puccia è un tipico pane bianco che non a caso simboleggia la purezza della Madonna. Altra immancabile preparazione sono però anche le pittole, delle sfiziose palline di pasta cresciuta fritte, un tempo mangiate vuote ed oggi farcite e condite in diversi modi. Al tramonto invece ci si concede il baccalà al sugo, le rape e ancora altri cibi locali. In questa regione il pranzo dell’8 dicembre si trascorre mangiando unicamente un pane a forma di ciambella, arricchito con tanti semi di finocchio, ovvero il ficcilatidd. La sera invece, a cena, si preparano dei semplici spaghetti con aglio, olio, peperoncino ed il baccalà in umido. Se vi sembra tutto troppo banale sappiate che qui il baccalà, soprattutto a Matera, è il piatto forte ed è molto rinomato. Ricordatevi che le cose semplici sono sempre le più buone! Vengono fatte in tutto il periodo di Natale ma si dà il “via” alle preparazioni proprio in quest’occasione, sono delle deliziose frittelle chiamate cuddrurieddriIl loro impasto è a base di farina, patate, lievito ed un pizzico di sale, ma il tocco finale è il passaggio in olio bollente che le renderà irresistibili, è per questo che i cosentini ne vanno fieri.

La Sicilia nel giorno dell’Immacolata porta in tavola più ricette legate alla tradizione. A Palermo ad esempio si è soliti gustare una focaccia morbidissima, condita in superficie con una salsa di pomodoro, cipolle, acciughe, formaggio ed origano, si chiama lo sfinciuni. Un po’ in tutta la regione invece si è soliti fare una pagnotta aromatizzata in tanti modi di versi, la muffuletta, che è la stessa utilizzata per u pani ca meusa (il pane con la milza). Passando al dolce invece troviamo il  cucciddatu, ovvero il buccellato, fatto di mandorle, uvetta, fichi secchi, scorzette di arancia ed il rivestimento di irresistibile pasta frolla. Non è l’unica preparazione dolce dell’Immacolata però, c’è infatti anche un croccante fatto di mandorle, miele, bucce di cedro e arance, confetti e cannella, si chiama petrafennula. Seppur abbia influenze arabe, questo dolcetto è originario di Modica ma è diffuso ormai in tutta la regione.