Si è svolta ieri la prima del Don Carlo al Teatro La Scala di Milano, dove si è svolto un episodio surreale. Un loggionista, identificato come Marco Vizzardelli, avrebbe urlato “Viva l’Italia antifascista”. Per poi, durante l’intervallo, essere identificato dalla Digos.
Marco Vizzardelli: la strana vicenda che coinvolge il giornalista

Il primo commento del giornalista è stato il racconto della sua immediata reazione. “L’ho buttata sul ridere, ho detto agli agenti che avrebbero dovuto legarmi e arrestarmi se avessi detto il contrario, “viva l’Italia fascista”, ma così no”. Così ha commentato la vicenda Marzo Vizzardelli, il loggionista che, al momento dell’Inno di Mameli, ha urlato “Viva l’Italia antifascista”, ha detto Marco Vizzardelli, giornalista 65enne. Il professionista è esperto di equitazione e frequentatore assiduo del teatro (ha infatti dichiarato che “La metà della mia vita che non passo a seguire i cavalli, la passo a seguire la musica e la Scala”).
Avrebbe poi raccontato che “a metà del primo atto si è avvicinato un individuo e ho capito che si trattava di un agente in borghese. Mi sono un po’ spaventato e mi ha fatto un gesto di stare tranquillo. Alla fine dell’atto mi ha mostrato il tesserino e mi ha detto che voleva identificarmi, ma gli ho risposto che non avevo fatto nulla di male e che non aveva nessun senso in un paese democratico”.
La conclusione dello strano episodio e i primi commenti
E continua: “Nel corso dell’intervallo sono andato nel foyer e lì mi hanno fermato in quattro: mi hanno detto che erano della Digos e che dovevano identificarmi. Ho ribadito che non aveva senso e poi l’ho buttata sul ridere, spiegando che avrebbero dovuto legarmi e arrestarmi se avessi detto ‘viva l’Italia fascista’. Si sono messi a ridere anche loro, ma mi hanno detto che dovevano fare così. E quindi mi hanno fotografato la carta d’identità”.
Molti, soprattutto tra politici, si sono affrettati a lasciare commenti alle agenzie di stampa: per l’ex sovrintendente Alexander Pereira “l’antifascismo non ha niente a che fare con la prima della Scala”; per il ministro Matteo Salvini “alla Scala non si urla”; e per l’imprenditore Arturo Artom quello di Vizzardelli era addirittura “un grido antistorico”. Infine, il presidente del Senato Ignazio La Russa ha sostenuto di non averlo sentito.
Marianna Soru
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