Tutto è cominciato quando suo padre, a cinque anni, gli regala una scatola da mago. Da quel momento, Gaetano Triggiano comprende quale sarà la sua strada. Comincia a studiare con dei professionisti del settore già a otto anni e debutta nel 2005 con l’opera teatrale Tablò. Nel 2007, ottiene il premio Mandrake d’Or presso il Theatre de Paris come miglior mago illusionista. La sua fama lo ha portato a lavorare anche in tv come ospite fisso di Chi ha incastrato Peter Pan, condotto da Paolo Bonolis. Ha partecipato anche a programmi quali: Tappeto volante, Ci vediamo in tv e Sognando Las Vegas. Nel 2013 ha raggiunto il picco con lo spettacolo Il Mago di Oz che ha raggiunto 220 mila spettatori al Luzhniki Stadium di Mosca. Da allora Gaetano Triggiano ha iniziato ad appassionarsi alla magia, ancora di più dopo che ebbe visto uno spettacolo di illusionismo a Roma. Durante l’adolescenza, Gaetano Triggiano ha iniziato a studiare con i maestri del settore più importanti e nel 1998 ha incontrato Arturo Brachetti che l’ha aiutato soprattutto quando Gaetano era propri agli inizi. 

Nel 2000 Gaetano Triggiano ha ricevuto anche il premio Mandrake d’Or presso il Theatre de Paris come miglior artista del settore e nel 2011 ha iniziato la sua collaborazione in televisione affiancando Paolo Bonolis proprio in Chi ha incastrato Peter Pan. Inoltre Gaetano Triggiano ha anche curato la regia degli show teatrali di Giorgio Panariello, per lo spettacolo Panariello non esiste e per Panariello sotto l’albero. Nel 2013 è stato il protagonista dello spettacolo Il mago di Oz, raggiungendo un vero e proprio record dal momento che oltre 220 mila persone sono andate ad assistere a quello spettacolo.

Chi è Gaetano Triggiano

In un’intervista del 2015, il mago ha dichiarato: “Quando siamo nei momenti di crisi, forse i maghi vanno più di moda, perché la gente ha bisogno di pensare a qualcosa di positivo, ad un sogno”. 

Ai microfoni di padovaoggi.it, Gaetano Triggiano ha svelato quali sono gli ingredienti dell’illusionismo  moderno: “Innanzitutto la velocità, i miei effetti sono sono molto improntati sul “timing”. Una volta si faceva sparire una donna dietro a un telo muovendo le mani, pronunciando le parole magiche…nel mio spettacolo avviene tutto in un decimo di secondo, perchè devi levare ogni dubbio agli scettici, la rapidità è fondamentale. E poi aggiungere la parte teatrale, incastonare ogni illusione in un racconto stimolando suggestioni emotive. Capii l’importanza di creare una storia nel 2004 quando, a Las Vegas, vidi gli spettacoli di alcuni colleghi, anche di altissimo livello. Lo show durava un’ora e mezza ma dopo mezz’ora qualcosa non funzionava più. Capii che serviva qualcosa che portasse per mano lo spettatore fino alla fine.”