1° febbraio 1964, il Festival di Sanremo al Salone delle feste del Casinò, proclama vincitrice la sedicenne Gigliola Cinquetti, con la canzone “Non ho l’età“. Sarà un evento insolito, straordinario, il podio conquistato da una ragazzina: Gianni Bisiach la definisce “Un personaggio tutto castità e purezza“, mentre Mike Bongiorno alla conduzione della gara, dice di lei, “Speriamo non si monti la testa“.

Non ho l’età, a Sanremo 1964 la castità nella rivoluzione sessuale

Sanremo 1964, Gigliola Cinquetti e Mike Bongiorno, foto da Ponza Racconta
Sanremo 1964, Gigliola Cinquetti e Mike Bongiorno, foto da Ponza Racconta

Correva l’anno 1964. Sugli schermi passavano le sequenze di “Cleopatra” con Richard Burton ed Elizabeth Taylor, amanti passionali nel film come nella vita; Brigitte Bardot recitava nuda e le Bond girl di 007 in costume; e Mina in televisione canta l’amore carnale. Ma a Sanremo arriva lei, alla sua prima apparizione. Fuori dai canoni, improbabile volto angelico che incanta gli spettatori: Giogliola Cinquetti direttamente dal Festival di Castrocaro. Piace alle famiglie, con l’aria da antidiva, nessuna malizia, e neanche un capriccio da lolita. Una compostezza che si contrappone al personaggio peperino e indomabile di Rita Pavone. Canta di un amore che vuole mantenere platonico, in una canzone scritta da Mario Panzeri, Nicola Salerno e Gene Colonnello, costruita su lontani echi di Gershwin, tra archi e contrabbasso. Il resto, l’Immacolata pudicizia, la mette tutta la Cinquetti.

Si arrivava a Sanremo come al traguardo più ambito dopo una sfolgorante carriera. Invece, proprio nell’anno 1964, giunti alla quattordicesima edizione del Festival, iniziata dal 30 gennaio, il concorso canoro rappresenta un punto di partenza. La giovanissima Gigliola Cinquetti di Verona ne è la prova, emozionata sussurra ai microfoni dopo la vittoria: “Pensavo fosse uno scherzo“. Anche Mike non trattiene il suo stupore: “Non me l’aspettavo“. “Non ho l’età” sarà lanciata in tutto il mondo, e diventerà ‘Luna nel blu‘ per il mercato tedesco, ‘No tengo edad‘ per quello di lingua spagnola, ‘This Is My Prayer‘ per gli anglofoni e ‘Yumemiru omoi‘ in giapponese. 

Sanremo 1964 diventa per la prima volta Festival Internazionale della Musica

Per la seconda volta consecutiva, Mike Bongiorno, presenta il Festival affiancato da Giuliana Lojodice, attrice di prosa e cinematografica che ha già lavorato con Fellini e Risi. Mike annuncia le canzoni, gli autori e gli interpreti, non aspetta neanche che finiscano gli applausi per presentare il cantante successivo. Mentre Giuliana ne accenna il contenuto, riassumendo la storia della canzone. La direzione artistica è di Gianni Ravera, innovatore della kermesse. La Cinquetti è diretta dal maestro d’orchestra Franco Monaldi, e si esibisce in coppia con Patricia Carli, cantante italiana naturalizzata belga, dal vero nome Rosetta Ardito. Lei farà del brano “Non ho l’età” (Per amarti), anche una versione in francese dal titolo “Je suis à toi“. Essendo lei cantante da night, non era credibile ad interpretare quella canzone dai toni castigati, oltre ad essere più grande di età e già fidanzata. Così cambia le parole ‘non ho l’età per amarti‘ con ‘voglio stare con te…‘.

In gara a Sanremo 1964, vi sono 24 canzoni e ben 40 artisti, di cui 16 stranieri. Questa edizione presenta diverse novità come la proclamazione di un solo vincitore, invece del consueto podio; l’abolizione della giuria in sala a favore di 20 diverse giurie sparse in tutta Italia; e la presenza di ben 23 direttori d’orchestra che si alternano a dirigere ad ogni brano, come avviene tuttora. Tra i maestri c’è anche un giovane Ennio Morricone. L’orchestra comprende un numero maggiore di strumenti, e 8 coristi sono posizionati direttamente sul palcoscenico. Per la prima volta vengono ammessi i grandi nomi della della musica mondiale, i più importanti artisti stranieri del momento. Che, nella maggior parte dei casi, interpretano il brano in gara in italiano, ma ai quali è consentito esibirsi anche nella propria lingua, con la possibilità di cantare anche più di una canzone.

Le canzoni che non dimenticheremo, il boom di Sanremo 1964

Claudio Villa è sorteggiato per essere il primo cantante in scaletta. Gli altri sono: Domenico ModugnoGigliola CinquettiPatricia CarliFrankie LaineTony DallaraBen E. KingGino PaoliAntonio PrietoFabrizio FerrettiGil Fields e The Franternity BrothersPino DonaggioFrankie AvalonRoby FerrantePaul AnkaLittle TonyGene PitneyBruno FilippiniRemo GermaniNino Tempo e April StevensRobertino (di 17 anni), Bobby RydellBobby SoloGiorgio GaberFausto CiglianoTony RenisPiero FocacciaMilvaFrida BoccaraCocky MazzettiLos Hermanos RigualPeggy March (di 16 anni), Emilio PericoliPeter KrausAurelio Fierro, Marina MoranLaura VillaLilly Bonato, Richard Moser jr. e Nicola Arigliano.

Questo è l’anno di “E se domani” scritta da Giorgio Calabrese Carlo Alberto Testa, interpretata in questa occasione da Fausto Cigliano e Gene Pitney, che non si classificò nemmeno per la finale, per poi essere ripresa da Mina che ne farà un grande successo. Ma è anche l’annata di “Un bacio piccolissimo” di Giovanna Ornati e Gino Mescoli cantata da Robertino, ovvero Roberto Loreti, e da Bobby Rydell“Venti chilometri al giorno” di Nicola Arigliano“Sabato sera” di Bruno Filippi“Quando vedrai la mia ragazza” di Little Tony“Ogni volta” di Paul Anka. Rispetto ai grandi big che sentivano la gara come vera competizione, nell’esordiente Gigliola c’era soltanto la voglia di cavarsela alla meglio, e non far brutte figure ricordando le parole del testo. Lei, non faceva nulla per esser qualcuno. Rinuncia ad ogni egocentrismo, e tiene a mente il prezioso insegnamento della maestra di canto: «L’inchino no, è troppo. Appena un cenno con la testa. E vattene prima che l’applauso finisca. Non è elegante aspettare». 

Sanremo nella bufera, tra liti e playback

Bobby Solo, che sta per compiere 19 anni, è in duo con Frankie Laine, ed è protagonista di un’esibizione in playback, per questo esclusa dal voto. Eseguita nella serata finale, a causa di un forte mal di gola. A differenza, però, di quanto successo nel 1955 a Claudio Villa, sostituito sul palco da un giradischi, Bobby Solo grazie al discografico Enzo Minocci, riuscì ad ottenere la possibilità di presentarsi sul palco e di mimare le parole della canzone “Una lacrima sul viso“. Tale fu il successo del pezzo scritto da Mogol e da Bobby Solo, che i negozi di dischi cominciano a vendere il singolo ad un prezzo maggiorato: da 800 a mille lire. Mentre “Non ho l’età“, vincerà anche “l’Eurofestival” (poi diventato Eurovision Song Contest) ed arriverà a vendere circa 10 milioni di copie nel mondo. 

L’annuncio della vittoria della Cinquetti provocò una reazione intrattenibile, da parte di Domenico Modugno, che la definì una pazzesca buffonata, e abbandonò la sala stampa in segno di protesta, rifiutandosi di concedere autografi. Ma due anni dopo sarebbe stato lui a vincere, proprio in coppia con la Cinquetti. Modugno nel 1964 è in gara con “CHE ME NE IMPORTA A ME“, e ne fa un’interpretazione teatrale più che mai: mima una telefonata e si prende anche a schiaffi in faccia. È l’anno degli screzi, perché non rivolge la parola neanche a Paul Anka. Sembra che all’origine di questo rancore, vi sia un episodio del ’59, quando Modugno si trovava degli Stati Uniti per il tour promozionale di “Piove“. Perse un sacco di soldi nei Casinò di Las Vegas e chiese a Paul Anka un piccolo prestito. Che non gli concesse, pagò soltanto il whisky che aveva bevuto al momento, e gli prestò i soldi per il taxi.

Le curiosità da un lontano Festival, con Mina in platea

Il successo, ‘poco sudato’ di una ragazzina, provoca altre furiose reazioni in molti big, tra cui Luigi Tenco: più avanti, ci sarà un episodio in cui il cantante se la prende con Gigliola «Io la odio. Lei rappresenta tutto quello che io detesto. È falsa, ipocrita, perbenista». Memorabile e profetica, oltre che di gran aiuto, sarà la frase del discografico Piero Sugar alla sua stella nascente Cinquetti: «Non dimenticare mai che sei diversa da tutte le altre». Tony Renis, come già accaduto per Adriano Celentano nel ’61, arriva al Festival del ’64 dal servizio militare che sta svolgendo a Pistoia. La licenza straordinaria gli viene data dopo un intervento diretto dell’allora ministro della difesa Giulio Andreotti che prende in carico la richiesta, perché Tony aveva ricevuto una punizione in cella di rigore per comportamenti non consentiti.

Lo scenografo Lorenzo Musso si occupa della decorazione del palcoscenico. Chiamato per la 14^ volta, crea appositamente per il Festival delle scenografie televisive, con la stessa attrattiva dei grandi varietà. Mentre prima, si trattava solamente di abbellire il palco con luci vaghe e fiori sparsi. Anche la principessa Grace Kelly guarda Sanremo 1964, addirittura preferendolo al ‘Festival della televisione’ che si tiene a Montecarlo nello stesso periodo. Mina è presente in platea come spettatrice che fa da sponsor ad una marca di pellicce. Seduta accanto al compagno Corrado Pani, è stata l’unica a prevedere la vittoria di “Non ho l’età“.

Lascia Sanremo per andare a cena e vince

La serata finale è trasmessa in diretta alla Radio sul Secondo programma, e in televisione sul Secondo Canale. La notizia della vittoria, giunse a Patricia Carli, quando lei aveva già lasciato il Casinò delle Feste, come ancora oggi spesso avviene, per andare a mangiare. Non pensava che la sua compagna di duetto Gigliola Cinquetti potesse vincere. Chiudono le parole di Mike BuongiornoSignore e signori, buonasera, buona fortuna a tutti, e ricordatevi: Allegria!“.

Federica De Candia

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