Il mondo dell’arte si è trovato in puro fermento per una che potrebbe essere tra le scoperte del decennio nell’arte contemporanea. Tamara de Lempicka, artista polacca celebre anche per aver sempre mentito sulla sua età, non ha più avuto scampo. E dopo 130 anni esatti un documento prova la sua vera data di nascita, il 1894, e il suo vero nome. Julie Rubio è colei che ha rivelato questa scoperta, regista californiana presidente di Women in film della San Francisco Bay Area. Che attualmente ha ultimato il suo documentario “The True Story of Tamara de Lempicka & the Art of Survival“. L’abbiamo intervistata proprio a proposito del suo documentario.
Chi è Julie Rubio

Julie Rubio nasce a Los Angeles nel 1969. Fondatrice dell’East Meets West Productions, lavora da sempre con il cinema. Soprattutto, è nota al pubblico per la produzione indipendente “East Side Sushi“. Ma la sua vita non è solo cinema: è infatti anche appassionata di arte. Il suo ambizioso progetto, il documentario su Tamara de Lempicka, al ciak finale è di 96 minuti. Ed è frutto di una scrupolosa ricerca, mossa dalla voglia di donare all’artista polacca il giusto riconoscimento che merita.
La telefonata con cui ci ha svelato i retroscena del suo bellissimo progetto è stata un crescendo di emozioni e commozione. Da donna, ha lavorato per le donne. Innanzitutto, perché è la presidente del Women in Film San Francisco Bay Area, un’organizzazione no profit che si occupa di supportare e denunciare le battaglie femministe per abbattere le difficoltà delle registe, nel produrre e realizzare film e televisione. Questo perché, come spiegato da Julie, per le donne i fondi sono sempre meno che per gli uomini, così come i riconoscimenti (Barbie è uno dei pochi film che ha ricevuto i fondi, ma ne è un raro esempio).
La nascita del progetto e la scoperta di Tamara de Lempicka
La prima curiosità riguarda sicuramente la nascita del film. E Julie afferma che “La prima volta che ho visto un quadro di Tamara mi trovavo a una mostra. Ero giovane, avevo 18 o 19 anni. Mi sono innamorata della sua arte, ma soprattutto mi sono identificata nella sua libertà. Lei era un membro LGBTQ+, e già questo era un simbolo di libertà e liberazione. Soprattutto, doveva combattere per sopravvivere. Erano tempi duri i suoi, da ebrea ha affrontato una guerra e una persecuzione razziale. Ha mentito sulla sua età anche per sopravvivere. Ma soprattutto, Lempicka è andata oltre, scegliendo la luce al posto del buio. Ha girato il mondo: quando è arrivato Hitler sapeva cosa stava per succedere. E nonostante ciò ha continuato a dipingere, e lo ha fatto rappresentando la sofferenza. Faceva i soldi a Parigi, dipingendo i ricchi e la borghesia. Ma durante la guerra ha comunque deciso di dipingere rifugiati e sopravvissuti, a discapito dei soldi che la sua arte le stava dando.”
E riporta una testimonianza personale: “Ho iniziato il progetto poco prima della pandemia. E dedicherò questo film a mia madre e alla mia migliore amica (la madre è venuta a mancare poco tempo fa a causa di un ictus, e la sua migliore amica a causa del Covid ndr). Quando le ho perse mi sono chiesta: ha senso continuare a lavorare su questo documentario? Anche se volevo mollare, ho comunque continuato con le mie ricerche. E ho parlato con Barbra Streisand, anzi, con la sua assistente. Barbra è una delle maggiori collezioniste di Tamara, e si è resa subito disponibile a collaborare offrendomi fotografie in alta definizione della sua collezione . Così, ho deciso di continuare con questo progetto anche col suo supporto e la sua guida. Mi ha dato energia e mi ha aiutato a capire l’arte di Tamara: prendi il tuo dolore e rendilo qualcosa di magnifico. Anche noi in questo momento ci troviamo tra due guerre, e gli strascichi della pandemia. Ho voluto fare come Tamara, prendere il mio dolore e trasformarlo da buio a luce.”
Il buio trasformato in luce: cosa aspettarsi da questo documentario
Il film è attualmente di 96 minuti. E ci siamo chiesti se sarà disponibile anche in Italia. “Sto facendo domanda per partecipare a vari festival in Italia, come Venezia. Stiamo parlando con la distribuzione e decidendo in quali paesi portarlo. Abbiamo basato il nostro film sulla verità, sui fatti e su una ricerca approfondita, motivo per cui ci vuole tanto tempo per realizzare un documentario.”
C‘è una correlazione tra l’uscita del documentario e l’inaugurazione della prima mostra retrospettiva così importante, entrambi nel 2024?
“In realtà, no. Credo sia il potere di Tamara! (ride, ndr). Non ci siamo messe d’accordo, ma è uno splendido caso”.
Il documentario presenterà l’unione tra arte, musica e cinema. Infatti, vi saranno scene del nuovo musical in scena a Broadway intitolato “Lempicka Musical“. Inoltre, Julie ha anche raccontato che la cantante Madonna è una delle più grandi collezioniste delle opere di Lempicka, come si potrà vedere nel documentario, in cui mostra le opere di Lempicka nel suo nuovo tour mondiale. Ci saranno ben tre repliche che mostreranno l’arte di Tamara in tutto il mondo! E Julie afferma: “Siamo un team di donne. Credo sia molto importante trasmettere questo messaggio: il progetto riguarda una donna. Una donna scomoda per il suo tempo, ma che è riuscita a portare luce.” Le donne nell’arte, a partire da Artemisia Gentileschi, fino alle autrici del ventesimo secolo, non hanno mai avuto voce. Nell’arte come nel cinema: questa è la missione di Julie.
Il team di produzione e regia
Infine, Julie teneva particolarmente a ringraziare tutte le persone che, insieme a lei, hanno reso possibile questo progetto. Ecco i credits finali per la storia di Tamara:
JULIE RUBIO | DIRECTOR, PRODUCER, WRITER
SVETLANA CVETKO | DIRECTOR OF PHOTOGRAPHY, CO-PRODUCER
NEVA TASSAN | CO-PRODUCER
AMY HARRISON | CREATIVE PRODUCER, WRITER
JENNIFER WALLACE | CO-PRODUCER
Jorgen Liljefelt Wennstrom – Associate producer
Blake Wellen – Associate producer
Elijah Stavena – Associate producer
Le parole di Julie Rubio
“Esprimo il mio sentito ringraziamento alla Professoressa, Storica dell’Arte, Scrittrice e Curatrice Gioia Mori per il riconoscimento conferito a me, alla Regista Julie Rubio e al nostro documentario, ‘The True Story of Tamara de Lempicka & The Art of Survival’, nello straordinario articolo pubblicato su Metropolitan Magazine. Questo articolo mette in luce la significativa scoperta archivistica della conversione di Tamara de Lempicka dall’ebraismo al calvinismo, inclusa la scoperta della sua data di nascita, dettagli chiave esplorati a fondo nel nostro documentario insieme al suo vero nome. Inoltre, sono grata al Museo delle Belle Arti di San Francisco, e sia a Gioia Mori che a Furio Rinaldi, i curatori dietro la retrospettiva del 2024 su Tamara de Lempicka, per le loro preziose interviste, contributi e approfondimenti nel nostro documentario.”
“Soprattutto, ringrazio la famiglia de Lempicka. In particolare Victoria de Lempicka, Marisa De Lempicka e Cristina de Lempicka. Abbiamo riservato tutti i diritti dei documenti e le opere d’arte di Tamara alla Tamara de Lempicka Estate LLC e Tamara de Lempicka Productions PTY LTD. Sono onorata di raccontare la storia della loro nonna e bisnonna. Ho molto apprezzato le vostre toccanti interviste. Grazie anche alla reporter Monika Krajewska Fakty di TVN DISCOVERY Poland per tutti gli ulteriori documenti e pubblicazioni che porteremo per la prima volta sullo schermo!”
Il team di produzione e regia
“Grazie agli autori di ‘Lempicka Musical‘: Libretto, testi e concetto originale sono di Carson Kreitzer; musica e libretto di Matt Gould. E grazie anche alla talentosa Eden Espinosa nel ruolo principale. Grazie per le vostre interviste illuminanti. Infine, ringrazio il mio team. Questo film non sarebbe esistito senza di voi. In particolare: la co-produttrice e direttrice della fotografia Svetlana Cvetko; la co-produttrice Neva Tassan; la produttrice creativa Amy Harrison; il co-produttore Blake Wellen; il produttore associato Elijah Stavena; il produttore associato Jorgen Liljefelt Wennstrom; gli editor David Scott Smith e Nikki Hauserr.”
“I miei più sinceri ringraziamenti alla straordinaria Barbra Streisand per il suo sostegno e la sua guida, e all’eccezionale Anjelica Huston. I vostri contributi al nostro documentario mi hanno dato fiducia, conferendomi una convinzione nel mio sogno senza misura. Queste incredibilmente talentuose donne sanno veramente cosa significa sostenere un regista indipendente di documentari e ne sarò per sempre grata.”
“Un ringraziamento aggiuntivo alla storica dell’arte e collezionista Anne Paddy, a Rachel Gamson, Chris Martin, Dan Olmsted, Cadence Hirra, Meri Chobanyan, Diane Walsh, Nil Unerdem, Ami Zinn, Jack Lerner e alla UCI Law Clinic, Rowland Weinstein, Roxanna Velasquez, Paula J Birnbaum, Scott Niichel, e ci sono molte altre persone a cui esprimere la mia gratitudine. Come Tasha Nesbitt, una associate producer. La NFT Creator Art, la regista Aja Duniven,. Infine, Susie Wibel. Sono così contenta che la vera storia di Tamara de Lempicka verrà raccontata nel suo documentario definitivo. Così finalmente il mondo saprà il suo vero nome e la sua storia di resilienza.”
Si ringrazia Julie Rubio per la preziosa intervista e la gentilissima disponibilità. Non vediamo l’ora di vedere il documentario a Venezia!
Marianna Soru
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