Sessantacinque anni dopo il reportage di Pier Paolo Pasolini, il regista Lorenzo Scaraggi, lancia Lungomare Italia; un progetto culturale che è, al contempo, un diario di viaggio che porta con sé l’entusiasmo per la scoperta e un’immagine fedele dell’Italia di oggi.

Lungomare Italia, il reportage di ispirazione pasoliniana del regista Lorenzo Scaraggi

Lungomare Italia

Quando parti per un viaggio non dimenticarti l’essenziale: uno sguardo nuovo di zecca sono le parole che Pasolini imprime nell’inchiostro nel libro l’Odore dell’India (1961). Qualche anno prima, nell’estate del 1959 – “l’intellettuale emergente più interessante della cultura italiana” come disse il direttore Arturo Tofanelli su Pier Paolo Pasolini, al suo esordio come inviato, e il fotografo Paolo di Paolo pubblicano sul mensile ‘Successo’ il reportage di viaggio dal titolo La lunga strada di sabbia.

Pasolini e Di Paolo a bordo di una Fiat 1100 che lo scrittore guida personalmente, percorreranno, in cerca di storie, quella lunga strada di sabbia da Ventimiglia a Trieste; catturando criticamente la mutazione antropologica e sociale dell’Italia di quegli anni che subiva un’accelerazione. Un’autentica testimonianza storica dei primi ritratti sociali delle abitudini degli italiani, in divenire piccolo-borghese, che cavalcavano l’onda del boom economico e della nuova moda delle vacanze in balia del peso del passato e quello del futuro.

Italiani che affollano le bellissime spiagge, in una «sagra d’amore» come riportano del reportage da Pasolini. Spiagge ancora vergini dalle speculazioni edilizie e le mutazioni urbanistiche dei decenni a venire. Il sindaco di Cutro, non contento del reportage querelò Pasolini e tra polveroni mediatici e polemiche anche in questo caso finirà con un non luogo a procedere ma PPP che nella sua vita non ha mai arretrato di un passo, andò scortato dalla Fcgi a incontrare la cittadinanza.

Le lungimiranti e profetiche parole di Pasolini

Oggi suonano profetiche le parole di Pasolini dedicate al litorale romano, dove fu rinvenuto il corpo esamine del Poeta il 2 novembre 1975:

«Arrivo a Ostia sotto un temporale blu come la morte. L’acqua svapora, tra tuoni e fulmini. I villeggianti sono stretti nei bar, sotto i capanni, con la coda tra le gambe. Gli stabilimenti, vuoti, paiono immensi».

Sessantacinque anni dopo il reportage firmato Pier Paolo Pasolini è la volta di Lorenzo Scaraggi, acclamato regista e appassionato viaggiatore che annuncia il lancio del suo nuovo progetto culturale: un diario di viaggio unico che porta con sé l’entusiasmo per la scoperta e lo sguardo acuto del regista capace di catturare con la macchina da presa scorci e mutamenti restituendo allo spettatore un ritratto fedele e accurato dell’Italia di oggi. Il risultato di questa esplorazione sarà la creazione di un podcast e di un libro intitolato Lungomare Italia che sarà pubblicato dalla casa editrice Another Coffee Stories.

Lungomare Italia, quando il viaggio e la letteratura si incontrano

Quest’opera promette di essere un viaggio narrativo lungo la costa italiana, unendo il racconto orale alla profondità della letteratura di viaggio. Scaraggi ideatore di Vostok100k, nel 2018 inizia il suo intenso viaggio al contrario, rispetto a quello percorso da Pasolini, al ritmo della scoperta partendo simbolicamente da Casarsa delle Delizia, luogo caro a Pier Paolo, concludendolo a pochi chilometri da Ventimiglia. A fine agosto infatti giunge nei pressi di Genova concludendo dopo due mesi il suo viaggio sotto il Ponte Morandi – in memoria delle vittime dell’immane tragedia – spiega il reporter.

Nel suo reportage Lungomare Italia, dalla chiara ispirazione pasoliniana, Scaraggi descrive l’Italia di provincia alla ricerca di luoghi e storie secondarie. Indaga con lo sguardo poetico di un viaggiatore, il rapporto degli italiani con il mare in prospettiva etnografica, storica e culturale. Come Pasolini, Scaraggi non concentra la sua attenzione esclusivamente sulle meraviglie paesaggistiche ma sulla narrazione empatica a tratti etologica in rapporto tra ambiente e uomo identificandosi con la cultura a volte primigenia e barbarica di luoghi ancora incontaminati e identità che resistono al continuo mutamento antropologico, al consumismo e al vortice dell’omologazione, fino a coglierne l’essenziale.

Lungomare Italia, nonostante i sessantacinque anni di differenza con La lunga strada di sabbia sembra proprio una manifestazione e conferma dell’immodificabilità di alcuni comportamenti umani anche in rapporto con sé stesso.

Maria Laura Chiaretti

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