Un ragazzo che pensa da veterano consumato. Uno sportivo che ha messo al centro della sua vita il tennis, la disciplina che pratica con amore, passione e dedizione. Jannik Sinner è l’italiano del momento, inutile girarci troppo intorno: vincitore della Coppa Davis con la Nazionale azzurra nel 2023 e trionfatore degli Australian Open e dell’ATP 500 di Rotterdam in questo straordinario inizio di 2024, il tennista altoatesino si sta prendendo la scena della racchetta internazionale grazie al suo smisurato talento. Colpi sostenuti, fin qui, da una maturità che completano la sua forza all’interno dei campi da gioco. Il classe 2001 sembra incarnare alla perfezione il prototipo del “campione perfetto” abbinando alla sua abilità una mentalità solida, professionale e votata all’abnegazione. Il futuro, grazie a questi magici ingrediente, sembra essere davvero tutto suo.
L’ultima intervista di Jannik Sinner è un manifesto alla professionalità e all’abnegazione

“Il futuro non si può prevedere. Sicuramente è un sogno e stiamo lavorando per andarci il più vicino possibile – queste le parole di Jannik Sinner a Vanity Fair –. Tutte le partite che si vincono, non si vincono nel giorno in cui si disputano. Si vincono preparandosi per mesi, forse anni, lavorando per quella partita. Vedremo se questo lavoro servirà anche al primo fallimento, vedremo come reagirò. Ma non ho paura di sbagliare, non ci penso. Non vedo che senso abbia pensarci. Voglio proteggere le persone che mi sono più vicine, tenendole fuori da tutto ciò. Lo vivo come un piccolo compito da svolgere, quasi un dovere: mi hanno aiutato ad acquisire sicurezza in me stesso, e oggi in qualche modo voglio tutelarle. Ho tutto, non mi manca niente. Non sono mai stato in discoteca, non mi piace andare a dormire tardi. Preferisco giocare a carte con un amico. Ne ho pochi, ma veri. Mi conoscono da quando ero ragazzino e non gli importa di cosa ho vinto o di quanto sono famoso. Le persone che mi sono vicine la pensano come me, su questo tema. Perché sono molto simili a me: ci capiamo con uno sguardo, in un secondo. Sanremo? Il 99 per cento delle volte dico di no, e il motivo è molto semplice: mi voglio concentrare sul tennis, cerco di evitare le distrazioni. I ragazzi fanno bene ad avermi come idolo? Forse sì, perché so di trattare tutte le persone allo stesso modo, se ho davanti a me il numero 1 della classifica o chi pulisce gli spogliatoi, io mi comporto sempre ugualmente, con educazione. Penso che sia una bellissima cosa quando si trova un amore giusto. Come per tutti. I migliori tennisti al mondo hanno tutti moglie e figli. Berrettini? Lui ha avuto molti infortuni, speriamo che ritorni. Non è giusto dimenticare i suoi successi. Noi italiani siamo un bel gruppo, ci rispettiamo tutti anche se siamo tutti diversi. Sono italiano al 100% e sono molto orgoglioso di esserlo: a 7 anni facevo i campionati di sci coi ragazzini italiani, i miei compagni erano italiani. Poi scusate, noi parliamo il nostro dialetto tedesco, ma anche in Sicilia parlano un dialetto che nelle altre parti d’Italia non capiscono, no?“
(Credit foto – pagina Facebook del tennista italiano)
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