Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha vinto nettamente le primarie democratiche in Michigan. E Donald Trump altrettanto nettamente quelle repubblicane. Ma entrambi si trovano di fronte a una opposizione interna che non può essere sottovalutata: Biden quella della base che accusa la Casa Bianca di essere pro-Israele nel conflitto a Gaza; Trump quella dei moderati che hanno dato alla sfidante, Nikki Haley, circa il 30% dei consensi. Lo spoglio dei voti, in entrambi gli schieramenti, è ancora in corso, ma le indicazioni sono chiare. È sempre più Biden-Trump, ma con qualche ombra. Circa il 15% degli elettori democratici ha scelto di dichiararsi “uncommitted”, cioé non ancora deciso a votare Biden anche alle presidenziali di novembre. La percentuale, se confermata, potrebbe risultare decisiva in uno Stato in cui, nel 2020, Biden batté Trump per poco più di 150 mila voti.

Trump ha vinto ancora, mettendo una seria ipoteca sulla nomination. Sabato ci sarà anche la convention repubblicana che assegnerà altri delegati e che andranno, anche loro, al tycoon. Haley, se non annuncerà il ritiro nelle prossime ore, probabilmente andrà avanti fino almeno il Super Tuesday, in programma il 5 marzo, che vedrà le primarie in quindici Stati e un territorio. Quello potrebbe essere il giorno in cui, se i dati a favore di Trump verranno confermati, Haley potrebbe arrivare al capolinea. I super donatori della ex governatrice della South Carolina si stanno ritirando.