Jordan Jeffrey Baby (all’anagrafe Jordan Tinti), 27 anni, è stato trovato oggi morto nel carcere di Pavia. Il trapper, rinvenuto con una corda al collo, si trovava nel penitenziario dopo che il tribunale di Sorveglianza aveva sospeso la misura dell’affidamento terapeutico. 

Jordan Tinti, il suo vero nome, aveva aggredito un operaio di 42 anni nigeriano. L’aggressione era avvenuta nel sottopassaggio della stazione di Carnate, in provincia di Monza e la rapina aveva avuto anche l’aggravante dell’odio razziale per le frasi pronunciate ai danni della vittima. Insieme a lui aveva partecipato alla rapina anche il trapper romano Traffik, nome d’arte di Gianmarco Fagà, condannato a cinque anni e quattro mesi. I due postarono su Youtube l’episodio.  

Già nel 2023 il trapper aveva provato due volte a togliersi la vita: un primo tentativo di suicidio era stato sventato dalle guardie penitenziarie a fine gennaio 2023, quando il ragazzo era stato trovato con un cappio al collo. Era successo di nuovo poche settimane dopo. All’epoca il suo legale aveva dichiarato: «Purtroppo è caduto nello sconforto più totale dopo l’ennesimo riscontro negativo del Tribunale, è arrivato al limite sia fisico che soprattutto psicologico». Sono le parole dell’avvocato Federico Pisani. «La situazione è ormai insostenibile. Peraltro qualche settimana fa il mio cliente aveva subito una violenza in cella di cui ha presentato denuncia. Ho fatto notare tutti questi aspetti al giudice, che però ha rigettato nuovamente la mia richiesta. Non chiedo la scarcerazione, ma che la detenzione continui ai domiciliari. Una misura che non solo garantirebbe la sicurezza e l’incolumità di Jordan, ma anche una maggior serenità al padre. Da quando è entrato in carcere Jordan si è sempre comportato correttamente, inoltre ha presentato dichiarazioni spontanee ai giudici e si è offerto di corrispondere un risarcimento alla vittima: come si fa non tenere in considerazione tutti questi aspetti?»

“Questo ragazzo ogni giorno in più che passa in carcere è sempre più a rischio di togliersi la vita”, aveva dichiarato il legale. “Il mio cliente mi racconta di una situazione in cui c’è personale penitenziario sottostimato. C’è uno psichiatra per 600 detenuti e tre referenti del Sert. Tinti ha avuto difficoltà anche per avere copia della sua documentazione sanitaria“.

“L’ho sentito al telefono ieri pomeriggio alle 17 e ci siamo lungamente parlati e l’ho rassicurato. Invece stamattina mi ha telefonato suo padre in lacrime dicendomi che era morto – continua il legale – Jordan aveva solo bisogno di essere aiutato. Era vittima dello stesso personaggio che si era costruito. Era una delle persone più educate che io avessi mai conosciuto”.

Il trapper si trovava nel carcere di Pavia – dove avrebbe dovuto scontare 4 anni e 4 mesi di reclusione – dopo l’accusa di rapina con l’aggravante della matrice razziale nei confronti di un operaio nigeriano 42enne alla stazione di Carnate (Monza). Con lui era stato condannato anche il trapper Traffik. A fine novembre Tinti aveva ottenuto la misura dell’affidamento terapeutico, grazie al quale era stato trasferito in una comunità. Ma la misura è stata sospesa poco tempo fa, quando – come spiega l’avvocato Pisani – “Nella sua stanza sarebbero stati trovati un cellulare e delle sigarette, che però non è certo fossero di sua proprietà”.