Le novità da Gaza oggi, con i morti a opera dell’IDF di Israele nell’ospedale di Al Shifa.

Dalle fonti ANSA sappiamo che l’esercito israeliano ha rimosso i carri armati dall’ospedale al-Shifa. Il tutto è avvenuto questa mattina.

Gaza, i cadaveri di Al Shifa:

I veicoli dell’esercito hanno lasciato l’ospedale, dove erano entrati due settimane fa. Le forze di difesa israeliane (IDF) hanno sparato proiettili per coprire il ritiro dei carri armati e si sono dirette verso il distretto di Tel al-Hawa, a sudovest della città di Gaza, lasciando il quartiere di al-Rimal. Al momento, le IDF non hanno confermato ufficialmente il ritiro. Il Ministero della Sanità della Striscia di Gaza, gestito da Hamas, ha dichiarato di aver trovato decine di cadaveri nell’ospedale. Il ministero ha precisato che i corpi, alcuni in decomposizione, sono stati rinvenuti all’interno e intorno all’ospedale, con danni materiali “molto significativi” su tutti gli edifici dello Shifa.

Cosa resta a Gaza dell’ospedale di Al Shifa?

L’ospedale al-Shifa viene nominato ormai molto spesso. L’ospedale (o quel che ormai ne resta dopo i bombardamenti di Israele) si trova nella Striscia di Gaza. Più precisamente nella città di Gaza. È il principale ospedale pubblico nella regione ed è gestito dal Ministero della Sanità della Striscia di Gaza, che si dice controllato da Hamas. L’ospedale è stato spesso al centro degli scontri e delle controversie durante i conflitti tra Israele e Palestina a causa della sua posizione strategica e del suo ruolo nell’assistenza medica alla popolazione locale. Tale posizione lo ha reso bersaglio continuo di bombardamenti e attacchi di Israele. Tuttavia gli attacchi ad un ospedale sono una violazione chiarissima del diritto internazionale

Quante norme di diritto internazionale viola Israele attaccando un ospedale:

Il dibattito attorno agli attacchi ad Al Shifa è florido: c’è chi sostiene (come il Premier Netanyahu) che attaccare un ospedale sia un “male necessario” per contrastare Hamas, argomentazione con cui Netanyahu sta iniziando a perdere consensi anche tra i suoi stessi cittadini.

L’attacco in guerra a un ospedale viola diverse norme del diritto internazionale umanitario, che è un ramo del diritto internazionale che regola il comportamento dei belligeranti durante i conflitti armati. Queste norme includono:

  1. Convenzioni di Ginevra del 1949: Questi trattati stabiliscono le regole fondamentali per proteggere le persone che non partecipano direttamente ai combattimenti durante i conflitti armati. In particolare, il Protocollo aggiuntivo alle Convenzioni di Ginevra del 1977 vieta esplicitamente gli attacchi contro gli ospedali militari e civili, nonché contro il personale medico, sanitario e religioso incaricato di curare i feriti e i malati.
  2. Diritto internazionale umanitario consuetudinario: Questo include principi generali e norme di comportamento accettate come obbligatorie da parte di tutti gli Stati. Uno di questi principi è il divieto degli attacchi indiscriminati o volontari contro obiettivi civili, come gli ospedali.
  3. Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale (CPI): L’attacco deliberato a un ospedale può costituire un crimine di guerra ai sensi dello Statuto di Roma, che stabilisce i criteri per perseguire e punire i crimini internazionali, inclusi i crimini di guerra. La CPI ha giurisdizione sulle violazioni gravi del diritto internazionale umanitario, compresi gli attacchi contro gli ospedali durante i conflitti armati.

Inoltre, l’attacco a un ospedale può violare principi più generali del diritto internazionale, come il diritto alla vita e il divieto di tortura o trattamenti inumani o degradanti, sanciti dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e da altri trattati internazionali.

Maria Paola Pizzonia, Autore presso Metropolitan Magazine