L’Unione Europea non ne può più, UE chiede lo stop immediato a Israele per le operazioni belliche a Rafah in Palestina.
L’Ue chiede a Israele di porre fine “immediatamente” alle operazioni militari in corso a Rafah. La motivazione è semplice: stanno ulteriormente peggiorando una situazione umanitaria già molto difficile e porteranno “inevitabilmente” nuove tensioni nei rapporti tra l’Unione e Israele. E’ quanto scrive in una nota l’Alto rappresentante Ue per l’azione esterna Josep Borrell.
A morire però sono quasi tutti civili:
L’esercito israeliano intima ai palestinesi di altri quartieri del nord di Gaza di evacuare, mentre prosegue l’operazione a Jabalya. Gli Stati Uniti ritengono che lo Stato ebraico abbia ammassato abbastanza truppe per lanciare l’attacco a Rafah. Trentasei palestinesi sono rimasti uccisi in due distinti attacchi aerei notturni israeliani nel campo profughi di Nuseirat. L’esercito israeliano, intanto, stringe la morsa su Rafah: il portavoce delle Idf ha spiegato in un video-messaggio che l’avanza procede per “sconfiggere Hamas e riportare a casa tutti gli ostaggi”. Ma a morire sono quasi tutti civili.
Ue chiede a Israele stop immediato a Rafah, mentre Biden manda armi a Netanyahu

L’amministrazione Biden ha notificato al Congresso che intende procede con la vendita di armi per un miliardo di dollari a Israele. Lo riporta il Wall Street Journal. Il giornale cita alcune fonti, secondo le quali la scelta di procedere mette in evidenza alcuni aspetti. Aspetti come ad esempio la riluttanza dell’amministrazione a ampliare ancora di più il divario con il premier israeliano Benyamin Netanyahu.
Il pacchetto è ingente: dovrebbe includere 700 milioni di dollari di munizioni per carri armati. Non solo, anche 500 milioni di dollari di veicoli tattici e 60 milioni di colpi di mortaio. Ironico che il pacchetto di armi arrivi una settimana dopo la pausa alle spedizioni delle bombe ad alta carica.
Maria Paola Pizzonia, Autore presso Metropolitan Magazine





