L’attore Stefano Accorsi ha avuto una serie di relazioni importanti. Tra queste, sicuramente ricordiamo quella con Laetitia Casta e Giovanna Mezzogiorno, entrambi colleghe dell’attore, che ora hanno preso strade diverse.
Stefano Accorsi e Laetitia Casta

La modella Laetitia Casta dal 2003 è stata per dieci anni anni la compagna dell’attore italiano Stefano Accorsi. I due si sono conosciuti appunto nel 2003. La loro relazione felice ha portato la nascita, dopo tre anni, del primo figlio, Orlando. Qualche anno dopo, nel 2009 arriva invece Athena, la secondogenita. Nonostante la relazione felice i due non si sono mai sposati.
La mancanza del matrimonio non ha comunque reso la separazione meno dolorosa. Ad oggi, tutti e due si sono rifatti una vita. Lui è sposato con Bianca Vitali, da cui ha avuto due figli, Lorenzo e Alberto. Lei invece si è sposata nel paesino della Corsica dove è cresciuta con l’attore francese Louis Garrell. L’attore aveva parlato della loro separazione lasciando intendere che era stata una situazione difficile da superare: “La separazione, anche se io e Laetitia non eravamo sposati, è sempre dolorosa, la cosa più dolorosa per una famiglia dopo le malattie”.
La relazione con Giovanna Mezzogiorno
L’attore ha poi avuto, tempo prima, una relazione con Giovanna Mezzogiorno. I due si sono amati sia sul set, che nella vita reale. Era il 1998, sul set della fiction «Più leggero non basta». Poco prima di iniziare le riprese de «L’ultimo bacio» avevano attraversato un periodo di crisi (poi superato). E si sono lasciati definitivamente nel 2002. Lei, poi, è stata al centro di una protesta in occasione del corto “Unfitting” (“Inadatta”). Qui racconta la sua storia per cercare di sensibilizzare il pubblico su una particolare problematica: il peso. In un’intervista alla Repubblica, ha detto. “Sono stata molto criticata, ma non apertamente, perché non te lo dicono in faccia. Quando avevo preso molto peso non corrispondevo più all’immagine che le persone avevano di me. Ma non è un corto in cui ci si piange addosso, c’è grande ironia. Perché bisogna saper ridere di cose che ci hanno fatto soffrire in passato”.
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