Lele Adani,dopo la sua carriera in campo come calciatore, adesso svolge sempre di più il ruolo di telecronista. La sua carriera nello sport è cominciata alla Sammartinese, la squadra della sua città. Poi è andata avanti con il Modena e la Lazio. Proseguirà a Brescia e nella Fiorentina. Nel corso della sua carriera ha giocato anche con l’Inter. Un percorso davvero ottimo nel mondo del calcio
I 4 anni al Brescia (dal 1994 al 1999), di cui era capitano, lo consacrano come giocatore. Passa poi alla Fiorentina dove, in tre stagioni di serie A (dal 1999 al 2002) segna 4 gol e vince la Coppa Italia. In questi anni viene anche convocato nella nazionale italiana (dove in totale riceve 14 convocazioni e colleziona 5 presenze). Nel 2002-03 passa all’Inter, esordendo anche in Champions League. Resta in nerazzurro fino al 2004. Dopo essere tornato al Brescia per una stagione (2004/05) ed aver militato nell’Ascoli (2005/06), e nell’Empoli (dal 2006 al 2008), ha chiuso la carriera nel 2011 dopo due anni nella Sammartinese, squadra del suo paese, in Prima e Seconda Categoria.

Dopo il ritiro, Lele Adani è per qualche mese il secondo di Silvio Baldini, allenatore del Vicenza. Nel novembre 2014, Roberto Mancini gli offrirà la possibilità di fare il suo vice all’Inter ma Adani rifiuterà, preferendo proseguire la propria carriera a Sky.
Nel 2010, Lele Adani – grande tifoso del River Plate – comincerà a seguire il campionato argentino e la Copa Libertadores per Sportitalia. Nel 2012 passerà a Sky Sport, commentando il campionato italiano di Serie A, il torneo mondiale e quello europeo come telecronista e opinionista durante gli approfondimenti in studio.
Adani ha rivelato di essere sensibile: “Non ho paura di mostrare i miei stati d’animo. Io piango sempre: piango per un gesto d’amore, piango per un abbraccio, piango per alcune riflessioni profonde. Mi piace lasciarmi andare nei momenti in cui sono con me stesso. Sono sempre stato così, già da bambino”.
Già in quel periodo Daniele Adani non aveva piani B: “Io volevo fare il calciatore, realizzare il mio sogno. Per questo oggi posso dire di non avere dei sogni a livello professionale, in quanto il mio l’ho già realizzato. Vengo da una famiglia umile, ma mia mamma e mio papà non mi hanno mai fatto mancare nulla. Certo, si dava valore a quello che c’era dentro al frigorifero”.
A “Ciao Maschio”, Lele Adani ha riferito che, quando è diventato famoso e indipendente da un punto di vista economico, è stato “bellissimo anche per i miei genitori, che mi hanno sempre sostenuto, portandomi agli allenamenti e facendomi studiare. Potermi permettere di comprare loro una villetta a schiera è stata la cosa più bella che potessi fare per loro”.
Nonostante il suo dinamismo, Daniele Adani si definisce “pigro. Con la passione vinco la pigrizia. Lo spazio per le donne? C’è: quando ho una persona di fianco che mi comprende, mi sopporta e supporta, si vive bene. La serenità è importante: è quello a cui ambisco, perché noi esseri umani siamo sempre in conflitto. Le mie telecronache sono di parte? Io sono di parte, sono dalla parte del calcio. Io faccio questo lavoro per restituire al calcio quello che mi ha dato. Gli darò tutto il mio amore e tutta la mia preparazione”.





