Ancora bombe, carrarmati e morti a Rafah, consigliere sicurezza Israele dichiara: “A Gaza altri 7 mesi di guerra” ma questo massacro deve finire.

Da fonte Cnn sappiamo che ci sono armi di fabbricazione Usa nei raid a Rafah. Riad condanna Israele per il genocidio a Rafah. Si unisce poi l’appello di Erdogan al mondo islamico “senza una decisione, Allah ci riterrà responsabili“. Infine anche dal basso c’è malcontento: durante la protesta pro-Gaza a Londra ci sono stati 40 arresti.

Bombardamenti su Rafah: le maggiori vittime sono i civili di Gaza

I bombardamenti su Rafah continuano senza sosta, sia via aria che via terra. Le condanne internazionali si intensificano dopo il raid israeliano di domenica scorsa al campo profughi, che ha causato la morte di oltre 65 palestinesi. Questo evento è considerato tra i più gravi dal 7 ottobre. Nelle ultime 24 ore, le operazioni militari israeliane a Gaza hanno ucciso 75 civili, portando il totale delle vittime a almeno 36.171, secondo l’amministrazione di Hamas.

In Cisgiordania come a Gaza:

L’ultimo attacco ha colpito un altro campo profughi nella zona occidentale di Rafah, causando, secondo i soccorritori, altri 21 morti. Nella stessa città a sud di Gaza, oggi si sono verificati scontri tra soldati e combattenti palestinese. Un elicottero israeliano ha sparato nel centro città e intensi bombardamenti hanno colpito un’area periferica, con testimoni che hanno visto carri armati israeliani vicino alla moschea Al-Awda, punto simbolico della città. Veicoli militari israeliani hanno aperto il fuoco a Gaza City e colpito aree mirate a Jabalia. Scontri si sono registrati anche in Cisgiordania. “Bisogna combattere in Cisgiordania come a Gaza,” ha detto il ministro delle finanze israeliano ultraconservatore Smotrich. Il consigliere per la sicurezza israeliano Hanegbi ha dichiarato che ci saranno “altri 7 mesi di combattimenti.”

“All eyes on Rafah ” per non abbandonare Gaza (anche se la guerra sembra ancora lunga):

Gli appelli internazionali per un cessate il fuoco aumentano di ora in ora. Il Consiglio delle Nazioni Unite si riunirà questa sera a New York per la riunione mensile sui Territori palestinesi. Tuttavia, le speranze di una tregua si affievoliscono, soprattutto dopo che Hamas ha abbandonato i negoziati dopo la strage di domenica. Molti sperano comunque in un intervento del Consiglio per ottenere un cessate il fuoco a Rafah.

“Lo spirito delle Nazioni Unite è morto a Gaza,”

Erdogan

ha detto stamattina il presidente turco Recep Tayyip Erdogan.

“Anche la democrazia, i diritti umani, la libertà di parola e di stampa, i diritti delle donne e dei bambini muoiono mentre si spegne l’umanità a Gaza”

Erdogan

ha aggiunto. Il presidente egiziano Al-Sisi è a Pechino per un vertice con il presidente cinese Xi Jinping, che ha dichiarato:

“Siamo addolorati per la situazione estremamente grave a Gaza.”

Al-Sisi

Osserviamo infine “All Eyes on Rafah. Si tratta di un fenomeno mediatico che ha guadagnato popolarità sul web grazie all’uso delle storie Instagram generate dall’intelligenza artificiale. Questa campagna digitale ha attirato l’attenzione internazionale sulla crisi umanitaria a Rafah, una città nel sud della Striscia di Gaza, devastata da conflitti e bombardamenti.

Maria Paola Pizzonia, Autore presso Metropolitan Magazine