Lucio Dalla è morto a causa di un infarto. Un infarto che l’ha colpito mentre si trovava all’Hotel Plaza di Montreux, cittadina svizzera dove si svolge uno dei festival più importanti al mondo, il Montreux Jazz Festival. Lucio Dalla si era giusto esibito sul palco la sera precedente. Quando è arrivata la notizia della sua morte, tutti i suoi fan, i colleghi e i musicisti dello showbiz, non potevano crederci, rimanendone fortemente affranti. Lucio Dalla era un antidivo, un artista a 360°, molto vicino agli ultimi. Di lui si raccontano infatti aneddoti che colpiscono il cuore. L’artista amava scambiare sempre qualche parola con i barboni, i reietti, le prostitute che vivono la strada. Era su abitudine invitarli nei teatri ai suoi concerti
Il celebre cantautore bolognese, autore di alcune delle canzoni più belle della musica italiana, morì in Svizzera a causa di un infarto che non gli lasciò scampo. “Appariva tranquillo, ottimista, allegro, pieno di progetti, con grande voglia di sperimentare nuovi territori”, ricordava l’amico e artista Andrea Mingardi. Intorno alla morte di Lucio Dalla non mancano ipotesi abbastanza strane che non hanno mai trovato conferma. Alcuni hanno anche alimentato l’ipotesi del “complotto” che non ha mai trovato conferma.
La corista della sua band, Emanuela Cortesi, ricorda con forte dolore quei momenti concitati, quando il cantante si è sentito male. Era vicino a lui, accorgendosi immediatamente del suo malore. Le persone che erano con lui in quei giorni hanno confermato però che non c’erano stati segnali preoccupanti nei giorni precedenti. Una morte inaspettata, come si evince anche dalla parole dell’amico storico Roberto Serra dopo che apprese la tragica notizia. “Non è possibile, mi ha telefonato ieri sera, stava benissimo, ed era felice, tranquillo, divertito e in pace con se stesso
Prima di morire Lucio Dalla non aveva manifestato alcun sintomo preoccupante. Il cantante bolognese aveva svolto colazione tranquillamente, appariva molto sereno e ottimista. Aveva gran voglia di fare, d’altra parte avrebbe dovuto sostenere una serie di concerti. Faceva ciò che amava col suo solito entusiasmo. Ecco perché la sua morte ha lasciato tutti senza parole e anche a distanza di anni continua a far soffrire i suoi fan, che avrebbero voluto godere ancora a lungo della sua arte e della sua musica. “Non è possibile, mi ha telefonato ieri sera, stava benissimo, ed era felice, tranquillo, divertito e in pace con se stesso” aveva detto l’amico storico Roberto Serra una volta appresa la tragica notizia.
A chi è andata l’eredità di Lucio Dalla?
Non avendo lasciato alcun testamento, l’eredità di Lucio Dalla venne lasciata a cinque cugini. A loro è passata in gestione anche la relativa fondazione. Il patrimonio stimato del cantante era di 100 milioni di euro e comprendeva, tra l’altro, non solamente soldi. A Dalla spettavano anche i diritti d’autore su 581 canzoni e beni immobili, tra cui l’appartamento di Via Massimo D’Azeglio 15 a Bologna di 2400 metri quadrati, con tutti i beni all’interno. Non è tutto: il cantante aveva intestate a suo nome altre residenze, tra cui ville in Sicilia e alle Isola e Tremiti, e altri terreni come quelli a Urbino e in Abruzzo, lo yacht Brilla & Billy e le partecipazioni finanziarie in due società. Anche beni artistici nel patrimonio di Lucio Dalla: nel suo appartamento bolognese sono custodite opere d’arte, tra cui un Klimt, e altri grandi cimeli musicali, per un valore complessivo di 3 milioni.





