Anna Marchesini sposò nel 1991 l’attore Paki Valente: i due ebbero una figlia nata nel 1993, Virginia, e divorziarono nel 1999. Da lì iniziò una vera e propria battaglia legale per l’affidamento della bambina.

Continua la battaglia di Paki Valente, ex marito di Anna Marchesini: l’uomo pare abbia scoperto l’avvio di pratiche di adozione della figlia Virginia da parte di parenti di terzo grado.

La lettera scritta da Packi Valente, all’anagrafe Pasquale Valente, attore ed ex marito di Anna Marchesini, indimenticata attrice deceduta nel 2016. Dalla loro unione è nata una figlia, Virginia, oggi 28enne, e a lei si rivolge questa missiva piena di amore poiché Valente non riesce a vedere la ragazza. I rapporti tra i due, infatti, si sono interrotti bruscamente.

“Ho richiesto un amministratore allo stato al solo scopo di proteggere l’eredità di mia figlia da terzi; parenti inclusi” – ha dichiarato l’uomo, salvo poi scoprire che a Perugia sia stato avviato un procedimento per adottare la figlia. “La legge ha il dovere di ascoltare i genitori, eppure sembra ci siano state alcune udienze senza di me, suo padre” – ha tuonato Valente, che ha spiegato di essere venuto a conoscenza di quanto stava accadendo solo grazie al suo avvocato.

La battaglia di Paki Valente, ex marito di Anna Marchesini

anna marchesini - immagine Facebook

Cara Virginia, chissà se leggerai mai questa lettera oppure sparirà nel nulla come è successo con le altre. Ma sono tuo padre e non smetterò mai di tentare di ricongiungerci. Ricordi quando da piccola ti chiamavo “cucciola di papà”? A te piaceva tanto. “Cucciola di papà”. Mi chiedevi di ripeterlo all’infinito e io lo ripetevo, facevo il clown solo per vederti sorridere perché ancora non parlavi ed era l’unico modo per comunicare con te. Da allora sono cambiate tante cose. Purtroppo la tua mamma non c’è più: e noi non riusciamo a vederci da troppo tempo. Ma il mio amore per te invece non è cambiato. Che ci si veda o no, che certe persone riescano per ora a tenerci separati o no, resta il fatto che sono tuo padre e ti voglio un bene dell’anima: se spero di vivere a lungo è per proteggerti, amarti e supportarti il più a lungo possibile. Anche se non te lo fanno sapere (e non certo perché tu sia irreperibile chissà dove, ma perché chi ti orbita intorno te lo sta impedendo), sto utilizzando tutti gli strumenti della legge italiana per proteggerti da chi, a quanto sembra, ti sta usando. Se codeste persone non avessero nulla da temere e fossero spinti dall’amore come dicono, non ci sarebbe alcun motivo per tenerti lontano da me. Sei sangue del mio sangue. Sono tuo padre e lo sarò sempre e credimi quando ti dico che nessuno potrà ancora tenerci lontano a lungo. Credimi anche quando ti dico che se tua madre fosse qui, mi chiederebbe di fare quello che sto facendo. Lei non aveva previsto lo scempio che sta accadendo, causato proprio da chi dovrebbe preoccuparsi per te. Nessuno potrà mai amarti tanto quanto la mamma e me. Nessuno. Purtroppo però sono rimasto in vita soltanto io. Non sono soltanto mosso dall’amore viscerale paterno ma anche dal grande amore che provavo per tua madre. E tutti gli errori che ha commesso in vita li ho perdonati nel momento stesso in cui il suo cuore ha cessato di battere. L’amavo persino quando litigavamo per te. Quando ho saputo che non l’avrei più rivista, che non avrei più potuto discutere con lei, insomma che non ci sarebbe stata mai più l’occasione per riavvicinarci, io sono morto dentro. Ed è giusto che tu sappia che non ho mai smesso di cercare una tregua affinché tu ne giovassi, figlia mia. Le avrò mandato chissà quante lettere, pur conoscendola e immaginando che forse non le avrebbe mai aperte. Purtroppo ho fatto l’errore di esitare e non le ho spedito proprio la lettera più importante, quella sarebbe stata l’ultima lettera perché qualche mese dopo tua madre è venuta a mancare. Era l’ultimo tentativo per dissuaderla dalla sua estrema posizione di coniuge ferito e far leva sull’amore infinito che proviamo per te, mandando finalmente al diavolo rancore e orgoglio e crescere un po’ anche noi trasformandoci nei genitori adulti che si preoccupano solo del tuo bene; invece di litigare. Virginia il nostro legame è unico come può essere soltanto quello tra padre e figlia e più forte dei trucchi ed equivoci creati ad arte da chi sta facendo di tutto per tenerci lontani. I parenti di terzo grado vogliono adottarti? È ridicolo e contraddittorio voler adottare un parente. Virginia, sei una persona speciale e sei pura, e so che non riesci a vedere certe meschinità. Ma io sì, so distinguere chi ti vuole bene da chi vuole bene solo ai tuoi soldi. Cercare di adottare un consanguineo è un’operazione che fa ridere i polli e già dalla stessa richiesta di adozione si evince la cattiva fede. Sì, perché tu sei già loro parente e quindi un domani saresti già l’unica loro erede poiché non hanno figli e i loro ex coniugi si sono risposati. Sembra evidente che l’obiettivo sia l’interesse e non l’affetto. Anzi, se fossero davvero mossi dall’affetto e dal buon senso, dato che hanno un’età avanzata farebbero il contrario: cercherebbero cioè di riavvicinarti a tuo padre. Perché chi ti ama non dovrebbe mai permettere che un giorno tu rimanga da sola o comunque senza tuo padre vicino. Invece a quanto ne so vorrebbero farti credere che tuo padre è avido, ipocrita, che fa tutto questo per mettere le grinfie sul tuo patrimonio. Addirittura mi dicono che vorrebbero convincerti che anni fa fossi stato io a essere condannato penalmente, quando invece fu la tua povera mamma a venire condannata dal tribunale penale di Roma. Non crederci, Virginia, ti scongiuro, tesoro di papà. Non lasciarti avvolgere da tutte queste menzogne. Questa non sarà la sola trappola che incontrerai nella tua vita, difenditi, non caderci. Solo papà e mamma ti amano incondizionatamente. L’ho detto e lo ripeto: io vorrei solo stare con te, non chiedo altro. Dopo tutto quello che ho passato, le prove affrontate e le ingiustizie ricevute: io chiedo soltanto di starti vicino. È troppo chiedere che un padre, l’unico tuo genitore rimasto in vita, stia a fianco di sua figlia? A sessanta anni papà tuo ha solo un sogno: una vita normalissima accanto a te. Un bacio grande, cucciola. Papà.

Classe 1959, Paki Valente il cui vero nome è Pasquale, è nato a Taranto il 6 settembre sotto il segno zodiacale della Vergine. Durante la sua carriera artitisca ha interpretato svariati ruoli sul piccolo e grande schemo ma sempre minori o secondari. Fra i film e le fiction in cui è apparso ci sono anche: La Rossa del Roxy Bar nel 1995 e Cuori in campo e La dottoressa Giò 2 entrambi nel 1998.