Ricordate quando, da bambini, vi avventavate su quella scatola di latta variopinta, convinti che contenesse succulenti biscotti al burro, per poi trovare al suo interno l’intero kit da cucito di vostra nonna? Pensate ancora che la cosa peggiore che ago, filo e bottoni possano fare sia infrangere i vostri sogni di merenda, giusto? Sbagliato.
Halloween è vicino, l’atmosfera si sta caricando di attesa per il giorno più tetro dell’anno, e i giovanissimi non stanno più nella pelle all’idea di sfoggiare il loro costume a tema. Come tenerli buoni, mentre le settimane passano? Magari con un bel film, uno di quelli non troppo cruenti o spaventosi e adatti alla loro età. Ecco, allora, che entra in gioco Coraline e la porta magica, perfetto per creare un’atmosfera oscura e in grado di provocare nei più piccini dei sani…piccoli brividi! Badate, stavolta un po’ di tremarella potrebbe venire anche a voi.
Coraline: una storia da piccoli (ma anche grandi) brividi

Coraline e la porta magica è un lungometraggio d’animazione del 2009, diretto da Henry Selick e prodotto da Laika Entertainment. La pellicola, realizzata interamente in stop-motion, è ispirata all’omonimo racconto di Neil Gaiman, illustrato da Dave McKean e pubblicato in Italia dalla Arnoldo Mondadori Editore. È stata candidata agli Oscar nel 2010, venendo però battuta da Up; nonostante la statuetta mancata, però, è stata campione d’incassi, approvata all’unanimità da pubblico e critica, ammaliati dall’inquietante trama e dalla sua realizzazione.
Al centro della storia c’è Coraline Jones, appena trasferitasi con gli indaffarati e poco presenti genitori in una grande dimora isolata, chiamata Pink Palace. Qui fa la conoscenza delle attrici teatrali in pensione April Spink e Miriam Forcible, sue vicine di casa, e dell’inquilino del piano di sopra, l’eccentrico circense Sergei Alexander Bobinsky. Avventuratasi nel bosco, incontra poi Wyborn “Wybie” Lovat, uno strano ragazzino sempre in giro con un gatto nero, che le dona una bambola di pezza perfettamente identica a lei, a detta sua proveniente dal baule della nonna, la proprietaria di Pink Palace, la cui gemella scomparve quando era piccola. Un inizio niente male, ma il bello (o il brutto, scegliete voi) deve ancora venire.
Non aprite quella porta (magica)

Un giorno, mentre esplora il palazzo, non avendo molto altro da fare, Coraline scopre una porticina chiusa a chiave e murata. Se gli horror ci hanno insegnato qualcosa, è che, se qualcosa è chiuso o inaccessibile, è bene che resti tale. La notte stessa, però, i mattoni svaniscono nel nulla, e dei topolini attirano la bambina oltre il varco, facendola sbucare in una copia esatta della sua abitazione, ma più accogliente e colorata. Lì ritrova i suoi genitori, o meglio, due persone identiche a loro, ma con dei bottoni al posto degli occhi, che la riempiono di affetto e attenzioni. Felice delle coccole che “l’altra madre” e “l’altro padre” le riservano, Coraline si abitua a tornare spesso in quel rifugio pieno d’amore, dove vive grandi avventure.
Ad accompagnarla ci sono “l’altro Wybie”, che non parla, “gli altri vicini”, più giovani degli originali, e il micio di Wybie, in grado di parlare e di passare da una dimensione all’altra a suo piacimento. Tutto sembra procedere tranquillo, ma un pomeriggio, dopo un litigio con la vera mamma, Coraline scappa nella sua tana preferita, dove “l’altra madre” le propone di restare lì per sempre; per far sì che questo accada, anche lei dovrà farsi cucire dei bottoni al posto degli occhi. La ragazzina rifiuta l’offerta, facendo adirare la donna che, in un baleno, muta il suo atteggiamento, e anche l’aspetto. È l’inizio della fine.
Piccoli Brividi: Coraline è una fiaba tetra sul crescere

I piani di lettura di Coraline sono molteplici. Al di là dell’ambientazione fiabesca in sé, infatti, il film presenta storie di vita quotidiana e di rapporti umani assolutamente reali, dal rapporto madre-figlia al desiderio di “scappare”. La protagonista e la sua mamma sono in conflitto perenne perché non si capiscono, non sanno comunicare e non riescono a manifestare i reciproci bisogni senza che questo degeneri in una discussione. Da una parte c’è Mel Jones, severa e concentrata sul lavoro e sul non far mancare nulla alla sua famiglia, senza però rendersi conto di essere sfuggente sul piano emotivo. Dall’altra abbiamo una quasi-adolescente in piena burrasca, che vorrebbe il sostegno materno e paterno per condividere ansie e sensazioni, ma che non lo trova, scegliendo dunque di rifugiarsi dove sente di essere apprezzata.
Adottare nuovi linguaggi e nuovi metodi per capirsi e farsi capire non è semplice, e spesso un sorriso e una carezza suonano più allettanti di un confronto, ma i problemi vanno affrontati un po’ alla volta, con pazienza e costanza. Fuggire può servire per un breve periodo, ma la vita presenta il conto, e quelle persone eccessivamente accomodanti spesso non vogliono il nostro bene. Diventare grandi è un’avventura a ostacoli, e spesso fa più paura di qualsiasi dimensione alternativa. Coraline è, a tutti gli effetti, un cartone animato di formazione, che insegna ai più piccini come crescere e come farsi ascoltare, e ricorda agli adulti che prendersi cura dei propri bambini non vuol dire soltanto assicurar loro una stabilità economica; è necessario esserci, in tutti i sensi.
Il ritorno di Coraline al cinema
Quest’anno, a partire dal 31 ottobre, fino al 3 novembre, Coraline e la porta magica tornerà nelle sale. La nuova edizione sarà accompagnata da un backstage inedito, dove il team Laika mostrerà e ricostruirà i pupazzi del film originale, servendosi di tecniche di stop-motion contemporanee e decisamente più evolute rispetto al 2009. Che sia un test sulle nuove generazioni per spianare la strada a un possibile sequel?
Per ora, non ci sono informazioni a riguardo. Non resta, dunque, che andare al cinema e lasciarsi incantare di nuovo da questo piccolo gioiellino dell’animazione firmato da Selick, regista, tra le altre cose, di Nightmare Before Christmas, nato da un ricordo di Tim Burton. Sono passati ben quindici anni dal suo debutto sul grande schermo, ma siamo sicuri che sia i bambini di ieri che quelli di oggi non potranno far altro che amare il cupo universo di Coraline, e strabuzzare gli occhi davanti alla sua storia. Gli occhi e basta, eh? Senza bottoni.
Federica Checchia
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