Diddy : i figli di Sean Combs hanno condiviso con i followers le prime dichiarazioni pubbliche a seguito dell’arresto nel padre avvenuto lo scorso settembre.
Diddy, la dedica dei figli sui social
Il rapper che attualmente si trova al Metropolitan Detention Center di Booklyn, New York accusato di traffico sessuale, induzione alla prostituzione e crimini organizzati, si dichiara non colpevole ed è in attesa del processo previsto il 5 maggio 2025. I legali dell’artista hanno inoltre respinto tutte le accuse contro Diddy come “Chiari tentativi di acquisire pubblicità….Il Signor Combs non ha mai aggredito sessualmente nessuno, adulti o minori, uomini o donne”. I sei figli, Quincy, Justin, Christian, Chance e le gemelle D’Lila e Jessie hanno pubblicato lo scorso martedì un comunicato congiunto a supporto del padre e condiviso una loro foto insieme al genitore, scrivendo:

“Lo scorso mese è stato devastante per la nostra famiglia. Molti hanno giudicato noi e lui basandosi sulle accuse, teorie complottiste e falsi racconti che si sono incrementate in assurdità sui social media….Noi rimaniamo uniti, sostendendoti in ogni passo sul tuo percorso. Ci aggrappiamo alla verità, sapendo che prevarrà e nulla infrangerà la forza della nostra famiglia. Ci manchi e ti vogliamo bene papà”. Nel corso di questo periodo turbolento, i figli del magnate del rap si erano esposti sui rumours che collegherebero Diddy alla morte dell’ex moglie, Kim Porter:
“Le nostre vite sono andate in frantumi quando abbiamo perso nostra madre. Lei era il nostro mondo e da quando se ne è andata nulla è stato più lo stesso. Sebbene sia stato incredibilmente difficile riconciliarsi con il fatto che ci sia stata portata via troppo presto, la causa della sua morte è stata stabilita da tempo. Non c’è stato nessun atto violento. Il dolore è un processo che dura tutta la vita e chiediamo a tutti di rispettare la nostra richiesta di pace mentre continuiamo a far fronte ogni giorno alla sua perdita. Siamo profondamente rattristati dal fatto che il mondo abbia trasformato in uno spettacolo l’evento più tragico della nostra vita”
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