L’urgenza di adottare pratiche eco-sostenibili è diventata ancora più evidente, in risposta alle crescenti problematiche ambientali e climatiche che stiamo affrontando. La transizione verso un modello aziendale sostenibile non è più soltanto una scelta etica, ma una necessità per affrontare i cambiamenti climatici e garantire un futuro alle prossime generazioni. Inoltre, le imprese che si impegnano in questa direzione possono beneficiare di incentivi fiscali e ottimizzare la gestione economica. Vediamo di seguito quali sono i piani green pensati a livello nazionale ed europeo.
L’importanza di una pianificazione fiscale sostenibile per le imprese
Adottare un approccio sostenibile nella pianificazione aziendale è una decisione strategica che può migliorare la competitività e facilitare l’accesso a importanti risorse finanziarie. Questo approccio si fonda su tre principi chiave: sostenibilità economica, ambientale e sociale. La transizione verso un modello sostenibile offre numerosi vantaggi alle piccole e medie imprese (PMI), permettendo loro di beneficiare delle opportunità finanziarie previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Non è un aspetto da sottovalutare, considerando che oltre un terzo dei fondi del PNRR è destinato proprio alla transizione ecologica, in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile fissati a livello internazionale. Per sfruttare al meglio queste opportunità e accedere a fondi pubblici come quelli previsti dal PNRR, le PMI devono integrare i principi ESG (Ambientali, Sociali e di Governance) nelle loro strategie aziendali. Ciò significa promuovere pratiche di efficienza energetica, migliorare le condizioni lavorative e garantire inclusione e diversità nelle decisioni di governance aziendale.
Il Parlamento italiano riconosce l’importanza della sostenibilità per la competitività a lungo termine, e proprio per questo sta già avviando alcune modifiche. Attualmente, l’obbligo di rendicontazione sulla sostenibilità riguarda solo le società quotate e gli enti pubblici, ma, dal 1° gennaio 2026, l’obbligo sarà esteso alle imprese con più di 250 dipendenti, fatturato superiore ai 50 milioni di euro e bilancio annuo di almeno 43 milioni di euro. Incorporare la sostenibilità nelle proprie strategie aziendali non solo rafforzerà la posizione competitiva nel mercato, ma dimostrerà anche un forte impegno verso il futuro, contribuendo alla costruzione di un mondo più sano e prospero per tutti.
Incentivi fiscali green per la sostenibilità delle imprese italiane
In Italia, la sostenibilità e la transizione verso un’economia verde sono sostenute da un ampio pacchetto di incentivi che rispondono agli impegni europei per la riduzione delle emissioni e la promozione delle energie rinnovabili; di seguito analizziamo i due principali.
Piano Transizione 5.0
L’Italia, con la revisione del PNRR e l’integrazione del Piano Repower EU, ha destinato oltre 12 miliardi di euro per adattare il settore produttivo agli obiettivi ambientali europei. Le risorse saranno utilizzate per aumentare la produzione di energia rinnovabile, introdurre il credito d’imposta Transizione 5.0 e incentivare investimenti strategici attraverso il Contratto di sviluppo e il Fondo per la transizione industriale. In particolare, l’Italia semplifica le procedure per promuovere le Comunità energetiche e offre 320 milioni di euro alle PMI a partire dal IV trimestre 2024 per progetti di installazione di impianti energetici sostenibili. Il credito d’imposta Transizione 5.0 supporta i progetti innovativi che garantiscono una riduzione delle emissioni di gas serra di almeno 3% per l’intera unità produttiva o 5% per i singoli processi produttivi.
Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)
Altrettanto valevole è il panorama fiscale dedicato alle imprese ad alto consumo di energia elettrica che, come già accennato, potranno beneficiare di finanziamenti agevolati tramite il Contratto di sviluppo, se gli investimenti supereranno i 20 milioni di euro, oppure al Fondo per il sostegno alla transizione industriale, che prevede un budget di 150 milioni di euro per il 2024 e 300 milioni nel 2025.
Il progetto “Impresa Comune” di Roma Capitale
Tra i progetti sostenibili più importanti e promettenti in Italia, c’è “Impresa Comune”: un progetto innovativo che ha l’obiettivo di rendere Roma la Capitale delle società benefit, ovvero imprese che, oltre a perseguire scopi di lucro, si impegnano per generare benefici comuni. La finalità principale è quella di rendere Roma una città più sostenibile, con un sistema di imprese che si impegni a perseguire un beneficio comune e a generare un impatto positivo sul territorio e sulle persone. Questo progetto nasce dalla collaborazione tra l’assessorato alle Politiche della Sicurezza, Attività Produttive e Pari Opportunità del Comune di Roma e la Regenerative Design Company NATIVA. La prima fase coinvolge 100 aziende, individuate attraverso una open call e la collaborazione con associazioni di categoria. Attraverso un programma di incontri specialistici, le imprese avranno accesso al percorso di formazione e agli strumenti dedicati al supporto gestionale Benefit, per essere poi accompagnate fino all’adozione dello status giuridico di Società Benefit.
Roma, come città metropolitana e cuore pulsante di numerose imprese, si presenta come un ambiente dinamico e ricco di opportunità. Tuttavia, la sua vastità e frenesia a volte possono creare un senso di dispersione difficile da gestire per le aziende, specialmente quando si tratta di affrontare nuove sfide o obblighi fiscali. Per le imprese che faticano a gestire in modo efficace la propria crescita, è opportuno rivolgersi a un commercialista a Roma esperto in pianificazione fiscale un professionista qualificato che le supporti nella gestione fiscale e offra soluzioni su misura, sia contabili che finanziarie, per accompagnarle in ogni fase della loro attività, aiutando a ottimizzare gli adempimenti e a garantire la piena conformità alle normative.
Incentivi fiscali green nel panorama europeo
Guardando il quadro più ampio, anche l’Unione Europea sta promuovendo politiche fiscali per sostenere la transizione ecologica delle imprese, con il Green Deal Europeo al centro dell’attenzione. Questo piano mira a rendere l’Europa il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050, con una riduzione delle emissioni di gas serra del 50-55% entro il 2030, rispetto ai livelli del 1990. Per favorire la transizione, l’UE ha introdotto incentivi fiscali come sussidi, crediti d’imposta e finanziamenti per le aziende che investono in tecnologie ecologiche, energie rinnovabili e miglioramenti nell’efficienza energetica.
In aggiunta a questo piano ci sono altre due normative chiave, la CSRD e la CSDDD, incentrate sulla trasformazione della sostenibilità aziendale in Europa. La CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) riguarda circa 50.000 aziende e impone di rendicontare i dati ESG secondo il principio di “doppia materialità”. Le scadenze per l’attuazione sono:
- 1° gennaio 2024 (pubblicazione nel 2025): grandi imprese di interesse pubblico con oltre 500 dipendenti.
- 1° gennaio 2025 (pubblicazione nel 2026): altre grandi imprese con più di 250 dipendenti, 50 milioni di euro di fatturato o attività superiori a 25 milioni di euro.
- 1° gennaio 2026 (pubblicazione nel 2027): PMI e imprese quotate, con deroga per le PMI fino al 2028.
- 1° gennaio 2028 (pubblicazione nel 2029): società non UE con filiali nell’UE e con un fatturato consolidato superiore a 150 milioni di euro.
Dall’altra parte, la CSDDD (Corporate Sustainability Due Diligence Directive), prevista per il 2028, impone alle aziende con oltre 1.000 dipendenti e fatturato superiore a 450 milioni di euro di integrare processi di due diligence per monitorare gli impatti ambientali e sui diritti umani lungo tutta la catena del valore.
Nel complesso, la transizione verso modelli aziendali sostenibili è una scelta strategica fondamentale per il futuro delle imprese, per coniugare competitività, crescita sostenibile e responsabilità sociale. È essenziale, però, che le imprese stesse adottino una pianificazione fiscale mirata e si avvalgano di professionisti esperti per affrontare in modo efficace le nuove sfide normative e ottimizzare le risorse a loro disposizione.





