Donald Trump annuncerà Gerusalemme come capitale di Israele. E i Palestinesi annunciano 3 giorni di collera. La notizia arriva da fonti dell’amministrazione, che annuncia anche il trasferimento nella nuova capitale dell’ambasciata Usa. Ed ecco le reazioni, quelle annunciate e quelle da prevedere.
L’ambasciata Usa a Tel Aviv credits: italiaisraeletoday.itIl presidente Usa annuncerà Gerusalemme come nuova capitale dello Stato di Israele e ordinerà il trasferimento nella stessa città dell’ambasciata americana. Dunque Tel Aviv sarà la capitale e la sede diplomatica Usa di Israele ancora per poco, probabilmente per circa sei mesi. La notizia arriva da una non meglio identificata fonte dell’amministrazione statunitense. Ma è confermata come scenario certo dalla stessa Casa Bianca, che dice: “Non è questione di se, ma di quando”.
Il Trump della discordia è quindi ancora in azione, più attivo che mai. Sì, perché, a questo annuncio seguiranno sicuramente delle reazioni. E altrettanto sicuramente, non si tratterà di sit in pacifici e pacifisti. Israele insomma si prepara alla rivolta palestinese. E anche gli Stati Uniti, se è vero, come ha riportato la Cnn, che già un piccolo gruppo di truppe Usa è stato riposizionato. Il motivo? Essere più vicino a paesi che presentano timori di disordini in seguito all’atteso annuncio, forse proprio oggi, mercoledì 6 dicembre, del presidente Donald Trump del riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele. E del trasferimento dell’ambasciata. Si tratterebbe principalmente di Marine solitamente impiegati per la sicurezza di ambasciate Usa.
Nel frattempo, anche il sistema di difesa israeliano si starebbe preparando per una “possibile violenta” rivolta palestinese in Israele, principalmente a Gerusalemme. La polizia israeliana, lo Shin Bet e il comando centrale dell’esercito – riferiscono i media d’Israele – hanno tenuto in questi giorni numerose riunioni in tal senso.
Gerusalemme nuova capitale di Israele: le reazioni dal mondo
Secondo l’agenzia stampa palestinese Wafa, il presidente americano avrebbe già informato Abu Mazen della sua intenzione di spostare l’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme. Fatto che potrebbe significare il riconoscimento di Gerusalemme come capitale dello Stato ebraico. E il presidente palestinese avrebbe già ammonito Trump “dei pericoli di una tale decisione sul processo di pace, sulla sicurezza e la stabilità nella regione e nel mondo”. I palestinesi hanno anche annunciato “3 giorni di collera” da mercoledì a venerdì prossimi.
Ma vediamo tutte le reazioni e i commenti.
Iniziamo da Papa Francesco, che ha parlato telefonicamente con il presidente palestinese Abu Mazen per iniziativa di quest’ultimo. Ed ecco il pensiero di Bergoglio, espresso in udienza generale:
“Il mio pensiero va ora a Gerusalemme. Al riguardo, non posso tacere la mia profonda preoccupazione e, nello stesso tempo, rivolgere un accorato appello affinché sia impegno di tutti rispettare lo status quo della città“
Abu Mazen, in precedenza, ha telefonato anche al presidente russo Vladimir Putin. Lo avrebbe aggiornato sulla telefonata con Donald Trump e sulla sua “intenzione di trasferire l’ambasciata a Tel Aviv”. “Occorre muoversi immediatamente – ha spiegato Abu Mazen – per proteggere Gerusalemme e i suoi santuari islamici e cristiani che sono esposti a rischi”.
Donald Trump e Abu Mazen credits: superuovo.orgLe reazioni dell’Europa e del mondo musulmano
Preoccupazione sia per le tensioni che per la fine e fallimento delle trattative di pace fatte fin qui sono state espresse dal ministro degli Esteri Angelino Alfano, che ha ribadito la posizione in un incontro bilaterale col segretario di stato Usa Rex Tillerson. Stesse reazioni e parole simili arrivano dal presidente francese, Emmanuel Macron,. E anche dall’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, dopo la bilaterale col segretario di stato Usa Rex Tillerson.
Simili le reazioni del presidente turco Recep Tayyip Erdogan e dell’Arabia Saudita, che sottolineano soprattutto la possibile rottura dei rapporti con le parti musulmane. Mentre il segretario generale della Lega araba, Ahmed Aboul Gheit, ha invitato Donald Trump a “evitare qualsiasi iniziativa capace di mutare lo status giuridico e politico di Gerusalemme”, sottolineando “la minaccia rappresentata da un tale passo per la stabilità della regione”.
Gerusalemme nuova capitale di Israele: a quando l’annuncio?
Viste le reazioni sul riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele da parte degli Stati Uniti, resta da capire quando ci sarà l’annuncio di Donald Trump. Annuncio previsto già nella giornata di oggi, mercoledì 6 dicembre, per il New York Times. Secondo la Cnn, invece, la decisione potrebbe slittare, proprio a causa delle pressioni ricevute dagli alleati, dalle cancellerie europee e da quelle dei paesi arabi. E anche per controbilanciare la decisione, tenendo conto delle istanze dei palestinesi.
Donald Trump tornerà sui suoi passi? Per il momento sembrerebbe di no. Ma le pressioni sono tante e il rischio delle violenze che ne potrebbero conseguire altissimo. Il Consolato degli Stati Uniti a Gerusalemme ha diramato un comunicato in cui invita il personale e i cittadini americani ad evitare spostamenti non essenziali in parti della città e in Cisgiordania in vista di possibili manifestazioni. Speriamo che almeno il rischio per i suoi connazionali spinga il biondo tycoon a puntare su una decisione più “diplomatica”.
Federica Macchia





