Luca Pacioni arriva a promuovere la sua musica con “Complice” il primo disco di inediti composti dal cantante, uscito il 20 novembre. La particolarità del disco sta tutta nell’aver accorpato tutta la carriera del cantante confluiti in un’unica opera.

MMI: A dodici anni hai cominciato a suonare la chitarra, come mai questa passione? Come hai iniziato?

Ho iniziato a cantare all’età di 8 anni. La musica è riuscita a darmi fin da subito una carica e motivazione unica, con lei ero sempre felice e sorridente. Una chitarra poi mi ha fatto scoprire la possibilità di creare qualcosa di nuovo e di scrivere canzoni, da quel giorno non ho più smesso di farlo.

MMI: Hai qualche modello a cui ti sei ispirato nel corso della tua crescita professionale?

Sono tanti i punti di riferimento nel panorama musicale, ma farei davvero fatica a delinearne qualcuno in particolare. Fortunatamente sono affascinato dalla musica a 360 gradi e anche i generi da me più lontani sono spesso fonte di ispirazione.

MMI: C’è una canzone a cui sei particolarmente legato?

“La cura” di Franco Battiato, è una canzone ricca di amore e protezione. 

MMI:Come ci si sente ad aver raggiunto 50.000 visualizzazione su youtube?

E’ un’emozione continua. Vedere ogni giorno crescere i numeri e le condivisioni mi dà una carica indescrivibile!

MMI: Il nuovo singolo “Sei tu” tratta di un’amicizia che è un qualcosa di più, un amore negato, impossibilitato ma che esiste a tutti gli effetti,che divampa e fa sparire il resto. Dici “posso fingere ma quel che resta sei tu e voglio viverti, amarti e stringerti così che resti con me “, alludendo a un amore rincorso e desiderato, così come sembri esprimere anche con i protagonisti nel video, che si rincorrono. L’amore è anche la tematica che lega i testi del disco, cosa pensi dell’amore in generale?

L’amore è tutto. Riesce a muovere ogni cosa e a dare un senso alla nostra esistenza. Senza amore questo album non sarebbe mai nato. Che senso avrebbe vivere senza amore nei confronti delle altre persone e delle nostre passioni? E’ un qualcosa che non è possibile controllare e questo lo rende ancora più essenziale e unico.

MMI: Anche la canzone “Vento” tratta di questa volontà da parte dell’uomo di abbandonarsi all’amore totalmente, immergendosi dentro di esso con tutte le ossa e sentirne il sapore e il respiro. C’è qualcosa di autobiografico, dunque, in quello che scrivi?

Già!Ogni singola parola. Sento a volte l’esigenza di chiudermi in me stesso, scrivere e capire realmente quello che ho dentro. “Vento” è una di quelle canzoni che mi ha fatto capire ciò di cui avevo realmente bisogno solo dopo averla scritta e ascoltata.

MMI: L’album sembra essere l’apice della tua maturità espressiva e sonora, ti senti diverso rispetto agli esordi? Cosa è cambiato dalle prime note composte?

“Complice” rappresenta quello che sono oggi ed è il risultato di un lungo percorso fatto in questi anni. E’ cambiato molto dalle prime note composte, ma non ho mai perso l’esigenza di cercare di essere il più diretto possibile nel trasmettere quello che provavo. Questo album non è però una conclusione ma decisamente un inizio. Finito di registrare l’ultima nota ero già il giorno dopo in camera mia per scrivere un nuovo pezzo per il prossimo album.

MMI: C’è stata un’esperienza che ti ha segnato e che hai fermato all’interno di una canzone in particolare?

Un viaggio durato molto tempo in una terra per me molto importante. La canzone che da il titolo dell’album parla proprio di questo.

MMI: La tua canzone a cui tieni di più?

“Sei Tu”, il singolo che ha anticipato l’album stesso. Nonostante queste note e parole siano state scritte diversi anni fa, riesco ancora a ritrovarmi oggi come se fosse la prima volta. “Sei Tu” è qualcosa che non finisce e ogni giorno ne ho la prova.

MMI: Come mai hai scelto il titolo “Complice” per l’album e per la canzone ?

L’album è di fatto una raccolta di complicità. Esistono innumerevoli situazioni che possono influenzare il nostro stato d’animo, il nostro futuro e il senso più profondo dello stare insieme. Molto spesso siamo noi stessi complici di quello che ci circonda, a volte invece, anche solo un luogo può dare vita a scenari del tutto inaspettati. Senza complicità molte cose non accadrebbero, per cui ha per me in questo senso un significato molto importante. La canzone come ti ho anticipato parla di una terra che si è resa complice di momenti e situazioni che non dimenticherò mai. Ha di fatto dato vita ad una serie di canzoni presenti nell’album stesso, più complice di così!

Luca Pacioni, cantautore italiano.

MMI: Potresti consigliarci a noi ed i lettori un album da ascoltare?

“Una somma di piccole cose” di Niccolò Fabi. Ciò che è riuscito a trasmettere Niccolò con questo ultimo album è qualcosa di semplicemente unico nella sua essenzialità: il senso più profondo di fare musica. 

MMI: Ti ringraziamo Luca per le tue risposte e per il tempo dedicatoci, ti auguriamo che questo possa essere soltanto l’inizio di altri successi infiniti.

Per conoscere meglio l’artista, invitiamo a seguire la sua pagina di facebook https://www.facebook.com/lucapacioniofficial/?ref=br_rs .

 

Simona Abbate Sidoti