Poco meno di un anno fa, il magnate austriaco René Benko fondatore del gruppo Signa, era finito sulla stampa internazionale per via di un mega crac di 27 miliardi di euro. Oggi, la Procura distrettuale di Trento ha emesso un mandato d’arresto nei suoi confronti e di altre otto persone (finite tutte ai domiciliari), tra cui il commercialista bolzanino Heinz Peter Hager e la sindaca leghista di Riva del Garda Cristina Santi.
Tra le accuse, alle quali a vario titolo sono chiamati a rispondere politici e imprenditori vi è quella di aver fatto parte, con ruoli e modalità diverse, di un gruppo affaristico in grado di influenzare e controllare le principali iniziative della pubblica amministrazione, soprattutto nel settore della speculazione edilizia in Trentino Alto Adige.
Benko si è quindi presentato presso la direzione della Polizia (Polizeidirektion) di Innsbruck a seguito dell’ordine di arresto: è stato ascoltato ma è rimasto a piede libero. L’avvocato di Benko, Norbert Wess, ha dichiarato, “nessun mandato d’arresto europeo sarà eseguito contro il signor Benko che continuerà a cooperare pienamente con tutte le autorità nazionali e internazionali ed è fiducioso che qualsiasi accusa contro di lui sarà errata”.
Amico dell’ex presidente austriaco Kurz
Il magnate, nato a Innsbruck nel 1977, è un amico dell’ex presidente Sebastian Kurz. Secondo la ricostruzione di alcuni giornali locali, Benko ha iniziato a fare affari in Italia passando per Bolzano. È qui che ha trasformato soffitti o mansarde in attici di lusso e ha iniziato a fare soldi. In seguito arriva ad abbattere e ricostruire il centro commerciale Tyrol di Innsbruck nella centralissima Maria-Theresien-Straße. Poi avrebbe messo le mani, circa 10 anni fa, sulla provincia autonoma dell’Alto Adige, lavorando al progetto del centro commerciale Waltherpark.
Fondò nel 2000 Signa Holding GmbH il più grande gruppo immobiliare privato dell’Austria, attivo anche su larga scala in Germania e Nord Italia.
Tsunami giudiziario in Trentino Alto Adige con nove persone destinate agli arresti. Tra loro spicca il nome del magnate austriaco René Benko, proprietario della società immobiliare Signa Holding, fallita nel 2023: per lui è stato emesso un mandato di arresto internazionale, al momento non eseguito.
Chi sono gli arrestati
Ai domiciliari la sindaca di Riva del Garda, Cristina Santi, un commercialista di Bolzano, Heinz Peter Hager, di Signa Italia, considerato uomo di Benko, l’imprenditore roveretano Paolo Signoretti, l’ex sindaco di Dro e ex senatore Vittorio Fravezzi, gli architetti Fabio Rossa e Andrea Saccani dello studio ‘Area 17’ e la dirigente del Comune di Bolzano nell’ufficio gestione del territorio Daniela Eisenstecken, oltre al giornalista pubblicista Lorenzo Barzon.
L’inchiesta di guardia di finanza, carabinieri e Direzione Distrettuale antimafia della procura di Trento, coinvolgerebbe 77 persone, tra cui 11 amministratori pubblici, 20 dirigenti e funzionari di enti locali e società partecipate, membri delle forze dell’ordine, professionisti e imprenditori. Al centro dell’indagine alcune operazioni immobiliari: gli inquirenti ipotizzano l’esistenza di una lobby affaristica in grado di influenzare e controllare l’edilizia in Trentino Alto Adige tramite meccanismi corruttivi. Imprenditori si sarebbero resi disponibili a finanziare le campagne elettorali di amministratori pubblici, per ottenere agevolazioni, procedure semplificate e concessioni per iniziative immobiliari.
Le accuse
Le accuse contro gli indagati sono, a vario titolo, associazione per delinquere, turbativa d’asta, finanziamento illecito ai partiti, traffico di influenze illecite, truffa, indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, corruzione, rivelazione di segreti d’ufficio, omissione di atti d’ufficio, violazioni delle norme tributarie legate all’emissione di fatture per operazioni inesistenti.





