Yoon Suk Yeol ha finalmente interrotto il suo silenzio e si è scusato per aver proclamato la legge marziale, ma non per dare le dimissioni, rimettendo così il suo destino politico alla volontà dei suoi compagni di partito. Nel corso di un breve discorso alla nazione trasmesso dalla Tv, Yoon ha riassunto quanto accaduto nella notte tra martedì e mercoledì, ha giustificato la sua decisione con la sua «disperazione» come presidente e non ha convinto nessuno.

Il leader dell’opposizione Lee Jae-myung è stato molto duro verso di lui. Il numero uno del Democratic Party ha definito il discorso «molto deludente» e ha promesso di continuare a spingere per l’impeachment del presidente. «Il più grande pericolo per la Corea del Sud in questo momento è lui», ha dichiarato Lee. Parole pesanti, se uno pensa che al di là del confine con la Corea del Nord c’è un dittatore armato di armi nucleari e missili balistici. «L’unico modo per risolvere questa situazione è che il presidente si dimetta immediatamente o venga rimosso anticipatamente dall’incarico tramite impeachment», ha concluso Lee.

Han Dong Hoon, il leader del partito, si è espresso così dopo aver ricevuto dall’intelligence nazionale «prove credibili» del fatto che Yoon, durante le poche ore in cui la legge marziale da lui proclamata era stata in vigore, avesse ordinato di arrestare una serie di politici di opposizione, tra cui il leader del partito democratico Lee Jae-myung, ma anche il leader del suo partito al governo Han Dong-hoon quando ha dichiarato la legge marziale martedì sera, a conferma della sua intenzione di mettersi al vertice di un regime autocratico, liquidando i suoi avversari con il pretesto di un complotto da loro ordito in combutta con il nemico comunista del Nord.

Basterebbero otto voti di suoi deputati per fare approvare la mozione di impeachment, ma il Ppp cerca di rimanere compatto e preferisce che Yoon si dimetta volontariamente, d’intesa con le forze politiche e preservando così l’immagine della solidità della democrazia sudcoreana. I tempi sono molto stretti: la mozione per destituire il presidente golpista è in calendario per oggi.