Un nuovo naufrago è approdato sull’isola deserta di Chiara Valerio, il format radiofonico in onda ogni sabato su Rai Radio3. Questa volta è il turno di Roberto Saviano. Con lui chiacchiera in diretta dallo Spazio Rai allestito alla fiera Più libri più liberi 2024, a Roma.

L’isola deserta di Chiara Valerio non è così deserta

Roberto Saviano allo Spazio Rai - Photo Credis Giulia Celeste

Un format semplice, ma di impatto. Realizzato a cura di Federica Barozzi e Clementina Palladini. Condotto da Chiara Valerio: una personalità talmente piena di impeti e capacità da non poter essere riassunta nella sola categoria di scrittrice. L’isola deserta è un programma radiofonico che ospita ogni settimana individualità interessanti. La domanda di rito posta ai “naufraghi” riguarda il libro, il film e la canzone che porterebbero con loro su una reale isola deserta.

Alla quarta giornata di fiera, è il turno di Roberto Saviano. Scrittore, sceneggiatore, conduttore televisivo ma anche ottimo lettore (si definisce così lui, dopo la domanda della Valerio sul suo rapporto con la lettura). Quando gli viene chiesto di parlare del “Roberto Saviano lettore”, lui ammette di definirsi più in quel modo che come scrittore. Ammette di sentirsi più soddisfatto della quantità di libri letti e non scritti. Racconta di avere sepolti in garage all’incirca 20mila libri.

Roberto Saviano su un’isola deserta ci ha vissuto davvero

Comincia così lo scambio fra i due. Tra una domanda sulla vita in scorta e una su come sia nato l’amore per i libri. Un amore – racconta Saviano – che germoglia durante la sua infanzia, grazie alla madre che regalava sempre roba da leggere. Uno slancio che poi lo accompagnerà per il resto della sua vita.

Quando gli viene chiesto di raccontare la sua vita sotto scorta, Roberto Saviano la dipinge come un’isola deserta priva di tranquillità e cocchi maturi da raccogliere. Una vita, quindi, in cui capisci che la solitudine è privilegio di pochi – dice. A tal proposito, racconta di quel periodo in cui fu portato, per ragioni di sicurezza, a Filicudi. Un’isola sicula che lo costrinse a rimanere lontano da chi lo amava. L’esperienza del vivere su un’isola deserta è stata vissuta davvero da Roberto Saviano, ma con l’amarezza di una solitudine imposta da altri. A proposito di “imposizione“, quando Chiara Valerio gli domanda il suo rapporto con essa, Roberto Saviano spiazza tutti.

Nonostante la vita “stretta”, Saviano quando pensa all’imposizione non immagina un gesto violento o un vincolo, ma uno di cura e trasmissione (richiamando all’imposizione delle mani in ambito di religioso).

Cosa porterebbe con sé su un’isola deserta Roberto Saviano?

Tornando alle domande che la conduttrice di norma pone ai suoi naufraghi, anche Roberto Saviano ha confessato cosa porterebbe con sé su un’isola deserta.

Il libro che Saviano sceglie è Moravagine di Blaise Cendrars. Un libro in cui l’autore racconta di un eroe che non ne azzecca una. Nonostante questo però vive la sua vita cercando di non lasciarsi sopraffare dalle sventure. Anzi, ogni volta che impatta nell’errore cerca sempre di trovare la via della redenzione. Alla domanda cinematografica, invece, cita San Michele fa un gallo. Un film che elogia la lentezza: un qualcosa ormai dimenticato oggi. Oggi che la velocità di far accadere delle cose è la priorità di ogni individuo.

Giulia Celeste

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