Esiste un termine che si sente sempre più spesso nominare a livello globale: transizione energetica. Si riferisce a un processo urgente e necessario per raggiungere un futuro sostenibile a livello energetico, reso necessario dal grave e radicale cambiamento climatico in corso e dall’esaurimento ormai imminente delle risorse fossili utilizzate fino ad oggi.

Si tratta quindi di una sfida che riguarda l’intero pianeta e che coinvolge il sistema di produzione, distribuzione e consumo di energia, che deve inesorabilmente cambiare, diventando più sostenibile, ecologico e sicuro.

Gli obiettivi primari della transizione energetica

Per garantire un futuro positivo e sostenibile al pianeta e all’umanità, la transizione energetica ha fissato una serie di obiettivi di vitale importanza.

Prima di tutto, si punta alla riduzione delle emissioni nocive in atmosfera (derivanti principalmente dalla produzione e dal consumo di energia), per bloccare il cambiamento climatico e abbassare il livello di inquinamento che sta lentamente, ma gradualmente “rovinando” l’ambiente.

Altri tre obiettivi fondamentali sono l’abbandono delle risorse fossili in favore di un’ampia e totale diffusione delle energie rinnovabili, la conseguente decarbonizzazione (riduzione progressiva delle emissioni di carbonio) e la diversificazione delle fonti energetiche, utile a dire addio alla dipendenza da un singolo tipo di combustibile.

Infine, estremamente importante è anche la sicurezza energetica, che porta le comunità a essere più resilienti ed elimina la vulnerabilità delle economie da possibili crisi, costi eccessivi e mancanza di energia.

I benefici della transizione energetica

È molto facile capire quali sono i benefici della transizione energetica a livello economico, sociale e ambientale. Prima di tutto, andando ad abbattere le emissioni nocive, non solo si può contrastare o rallentare concretamente il cambiamento climatico, ma si pongono basi importanti per un pianeta più sano, vivibile e duraturo anche per le generazioni future.

Questo significa conservazione della biodiversità, miglioramento della qualità dell’aria e della salute delle persone, ripristino degli equilibri naturali e delle temperature globali e diminuzione degli eventi climatici estremi e del pericoloso e preoccupante innalzamento del livello del mare.
La transizione energetica porta inoltre alla diffusione di un’economia circolare che garantisce prodotti che durano di più, meno scarti e rifiuti che vengono valorizzati e trasformati in risorse. Inoltre, l’utilizzo delle risorse rinnovabili e il cambiamento nel modo di produrre, distribuire e consumare energia aiutano ad abbattere i costi per le aziende e permettono di eliminare il rischio di caro bollette per le famiglie e le abitazioni private, in quanto rende i consumi più efficienti.

In più, la transizione energetica stimola l’innovazione e accelera processi come digitalizzazione ed elettrificazione, sviluppando non solo tecnologie nuove, servizi innovativi e infrastrutture intelligenti, ma favorendo anche la nascita di nuovi posti di lavoro (green job).
Altro beneficio fondamentale è il raggiungimento dell’indipendenza energetica, fattore chiave per ridurre il caro energia e la crisi energetica. Infine, mentre a livello sociale questo processo conduce verso l’accesso all’energia per tutti e, di conseguenza, a una maggiore stabilità economica per le famiglie, a livello geopolitico consente di alleviare le tensioni internazionali causate dalla competizione per il controllo delle risorse energetiche.