Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma e segretario nazionale del movimento ‘Indipendenza!’, nel tardo pomeriggio di ieri, 31 dicembre, è stato raggiunto dalla revoca dei servizi sociali che erano stati concessi dal tribunale di Sorveglianza e, per questo motivo, è stato portato nel carcere di Rebibbia. L’arresto arriva a seguito della revoca dell’affidamento ai servizi sociali, concessi dopo la condanna definitiva a 1 anno e 10 mesi di reclusione per traffico di influenze illecite nell’ambito dell’inchiesta “Mondo di Mezzo”. Alemanno, che stava scontando la pena alternativa lavorando presso il villaggio “So.Spe.-Solidarietà e Speranza” di suor Paola D’Auria, è stato accusato dai magistrati di sorveglianza di aver violato le prescrizioni imposte. In particolare, si sarebbe sottratto al programma stabilito, giustificando la propria assenza con impegni che si sono successivamente rivelati falsi.

Le prescrizioni prevedevano inoltre il divieto di uscire di casa prima delle 7 del mattino, il rientro obbligatorio entro le 21 e il divieto di frequentare pregiudicati. Disposizioni che, secondo i giudici, Alemanno avrebbe trasgredito.

L’arresto e la conseguente revoca della messa in prova ai servizi sociali è stato disposto d’urgenza dal tribunale di sorveglianza di Roma e ieri sera, intorno alle 20, Alemanno è stato condotto in carcere.

L’avvocato difensore di Gianni Alemanno, Edoardo Albertario, ha confermato il fatto ma non ha voluto rilasciare dichiarazioni. La misura alternativa alla detenzione era stata concessa all’ex sindaco dopo la condanna definitiva a 22 mesi per traffico illecito di influenze, che gli era stata inflitta dai magistrati romani nell’ambito del processo dell’inchiesta ‘Mondo di Mezzo’ dove erano imputati, tra gli altri, l’ex Nar, Massimo Carminati e il ras delle cooperative romane, Salvatore Buzzi.