Il nome del documentario è Diddy: The Making of a Bad Boy, e parla, appunto, di P Diddy, al secolo Sean Combs. Il prodotto verrà distribuito dalla piattaforma Peacock negli Stati Uniti a partire dal 14 gennaio. Nei circa novanta minuti di durata, verrà ripercorsa l’intera storia del rapper e produttore discografico, dell’ascesa allo scandalo che lo ha travolto negli ultimi mesi. A supporto della narrazione, ci saranno interviste ad amici e all’ex guardia del corpo, oltre agli interventi di diversi collaboratori dell’uomo. Sarà possibile vedere, inoltre, immagini inedite dei famosi party e del suo studio privato.
Dopo l’arresto, risalente al 16 settembre 2024, Combs è detenuto presso il Metropolitan Detention Center di New York. Non ha la possibilità di uscire su cauzione ed è in attesa del processo che dovrebbe prendere il via a maggio. Si è sempre dichiarato innocente ma, qualora venga condannato, rischia l’ergastolo.
P Diddy: il trailer del documentario lancia nuovi quesiti
Nel trailer da poco rilasciato, sentiamo il musicista Al B. Sure!, che firmò con la Uptown Records in contemporanea con Combs ed ebbe una relazione con Kim Porter prima di lui, esclamare: «C’è qualcosa che non va». Subito dopo, una voce maschile alterata da un filtro per preservarne l’anonimato, racconta: «Sono stato al fianco di Sean per un bel pezzo. Quando la luce in studio o in una stanza era rossa voleva dire che stava facendo sesso. E di certo alcune delle ragazze che erano con lui erano minorenni». Sempre nella clip, una donna non identificata confessa:«Mi dissero che potevano prendermi e vendermi a chiunque».
Il team legale di Diddy, nel frattempo, continua a raccogliere materiale in difesa dell’assistito, e si dice fiducioso per quanto riguarda il processo: «Mr. Combs non ha fatto traffico di esseri umani a scopo sessuale, né ha mai violentato nessuno, uomo o donna, adulto o minore che sia. in tribunale prevarrà la verità».
Federica Checchia
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