Diddy avrebbe avanzato una nuova richiesta al Metropolitan Detention Center di Brooklyn, struttura nella quale si trova dallo scorso settembre a seguito dell’arresto: il rapper ha richiesto l’accesso al suo laptop per aiutarsi nella difesa dalle accuse a suo carico.

I legali del magnate del rap hanno effettuato una mozione urgente al tribunale per obbligare la struttura penitenziaria a fornire il computer portatile. Gli avvocati sostengono che il laptop è stato già preparato dal governo per esaminare i materiali del caso, ma non è stato reso disponibile a Combs nonostante le svariate richieste. Il boss della Bad Boy Entertainment dichiaratosi non colpevole dei fatti che lo incriminano di crimini organizzati e violenza sessuale, sarà processato nel 2025, con la prima udienza fissata per il prossimo 5 maggio, stesso giorno nel quale si terrà il Met Gala.

Diddy, la richiesta del laptop

Marc Agnifilo, avvocato difensore di Diddy ha dichiarato: “Scriviamo per conto di Mr Combs per richiedere che il tribunale ordini al Metropolitan Detention Center si occupi di fornire all’assistito il laptop preparato per lui dal governo e ne permetta l’uso, coerentemente nel modo in cui gli altri detenuti utilizzano i loro portatiliDue mesi dopo essere stato accusato ed arrestato, lo scorso 25 novembre, il governo ha procurato all’MDC (struttura penitenziaria nella quale è detenuto Diddy, ndr) un laptop che Mr Combs possa usare per esaminare le sue scoperte, prendere note sul suo caso ed altrimenti assisterlo nella sua difesa…Nei nove giorni da allora, Mr Combs non ha ancora ricevuto il portatile nonostante le numerose richieste da parte della difesa”

Nel corso di questi mesi al rapper è stato negato il rilascio su cauzione in più occasioni, con il primo tentativo andato a vuoto a seguito dell’offerta di 50 milioni di dollari. In seguito era stato posto sotto sorveglianza suicida. “Il governo ha mostrato chiare e prove evidenti che non ci sono condizioni o combinazioni di condizioni che possono assicurare ragionevolmente la sicurezza della comunità”, sono le parole del giudice pronunciate a seguite della terza richiesta di rilascio su cauzione. Tra le ragioni che hanno portato a negare la possibilità di scarcerazione, c’è un’accusa da parte dei pm: i legali sostengono che Diddy abbia provato ad abusare le risorse della struttura penitenziaria per influenzare i testimoni nel suo caso, e costringere almeno otto detenuti ad usare i loro telefoni.

Un’altra ondata di accuse sessuali nei confronti di Sean Combs, è stata mossa da cinque persone anonime lo scorso mese. Tre uomini e due donne sostengono di essere state drogate ed aggredite sessualmente dal rapper in episodi avvenuti a New York e Miami risalenti al 2001. Queste accuse fanno seguito a quella di fine ottobre, secondo la quale Diddy avrebbe drogato e aggredito sessualmente un bambino di 10 anni nel 2005. In precedenza, era stato riferito che oltre 120 persone si erano fatte avanti con nuove accuse, tra cui 25 minori nella maxicausa gestita dal legale Tony Buzbee

Seguici su Google News