Per Marco Masini, il 2025 si è aperto all’insegna degli impegni televisivi. Ieri sera ha debuttato nella trasmissione Ora o mai più, condotta da Marco Liorni. Lo show di Rai 1 offre una seconda possibilità a otto artisti, accompagnandoli in un percorso di riscatto musicale e personale, e il cantautore fiorentino ricoprirà il ruolo di giudice/mentore dell’ex finalista di Amici Loredana Errore.

Oggi, invece, Masini è stato ospite di Francesca Fialdini nel talk domenicale Da noi…a ruota libera, dove ha ripercorso le tappe principali della sua vita. Il cantante ha parlato della perdita prematura di sua madre, e di come questo abbia impattato sulle sue scelte: «Mia madre cantava per passione e mi ha trasmesso questo amore. Negli anni, la musica è diventata spesso la mia ancora di salvezza.». A confermare l’importanza del ruolo materno nella sua carriera, è stato un videomessaggio di Marcello Casucci, il suo primo maestro di canto, che ha raccontato come la signora si fosse raccomandata con il marito di mandare il loro bambino a lezione presso di lui, dando di fatto inizio a tutto.

Ha poi presentato il suo nuovo album, 10 amori: «È un nuovo modo di raccontare le emozioni, una prospettiva diversa. Con la mia musica cerco sempre di dar voce agli amori di tutti.».

Marco Masini e l’amore per la musica, nonostante le malelingue

Marco Masini ha affrontato anche il tema della censura, in cui era incappato per il brano Vaffanculo, all’epoca ampiamente contestato: «All’inizio fui censurato, ma poi si comprese che la canzone era una denuncia verso un sistema sbagliato. La musica evolve con i tempi, e spetta al pubblico decidere cosa valga la pena ascoltare.».

I pregiudizi rispetto alla sua produzione discografica sono solo una piccola parte di quello che Masini ha dovuto affrontare in passato. In una recente intervista per il Corriere della Sera, ha infatti ricordato l’etichetta di iettatore affibbiatagli anni fa; un caso simile a quello di Mia Martini, per fortuna con un esito diverso. Il cantautore ha narrato di come quelle voci siano diventate, in poco tempo, un macigno insostenibile: «Io non credo nella cattiveria della gente. Nessuno l’ha fatto apposta, non credo sia iniziato per odio. La cosa è iniziata per scherzo, è andata come è successo per Mimì. Per lei è successo per una cosa casuale, credo sia successo qualcosa durante un montaggio del palco di un suo concerto. Per me per le canzoni che ho scritto. Chi si identificava pensava che sarebbero state d’aiuto per uscire da un momento triste. Chi non viveva quel momento e si disinteressava del disagio generazionale, mi ha individuato come un cantante negativo perché esprimevo dei concetti negativi. Ma io non sono mai stato incazzato con nessuno».

Federica Checchia

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