Nonostante il primo episodio di Sex and The City risalga al 1998, la serie cult degli anni Duemila resta amatissima, sia da chi l’ha vista e “vissuta” appieno durante la messa in onda, sia dalle nuove generazioni, attirate anche dallo spin-off And Just Like That… .Come il titolo suggerisce, New York gioca un ruolo fondamentale nelle vicende delle quattro protagoniste, diventando a tutti gli effetti un personaggio.
Per questo motivo, da decenni i fan compiono dei veri e propri pellegrinaggi nei luoghi simbolo del telefilm, da Magnolia Bakery alla leggendaria boutique di Manolo Blahnik sulla cinquantaquattresima strada. Tra le mete più ambite dagli estimatori dello show, naturalmente, c’è anche l’abitazione di Carrie Bradshaw, interpretata da Sarah Jessica Parker. Qualcuno, però, non è contento dell’attenzione suscitata dall’appartamento di 66 Perry Street, nel West Village di Manhattan: la sua proprietaria.
Sex and The City: la frustrazione della proprietaria della casa di Carrie

All’inizio del mese, la persona che risiede nella casetta a schiera, risalente al tardo Ottocento, ha chiesto di poter installare un cancello di metallo davanti alla scalinata della propria casa, da anni presa d’assalto da curiosi e turisti, oltre che tappa di veri e propri tour guidati. Poiché il palazzo ha rilevanza storica, sarà la New York City Landmarks Preservation Commission a decidere se accogliere o meno la proposta. Già in precedenza la donna, che preferisce restare anonima, aveva provato ad impedire che venissero fatte foto e video al suo ingresso con una catenella, per impedire agli appassionati della serie di scavalcare.
Tutto inutile. Complice anche il moltiplicarsi di blog e profili social dedicati ai viaggi, come la proprietaria ha dichiarato, «a qualsiasi ora del giorno e della notte ci sono gruppi di visitatori davanti alla casa che scattano foto con il flash, chiacchierano ad alta voce, postano sui social media, fanno video di TikTok o semplicemente festeggiano il momento». Una barriera, magari un cancelletto, l’aiuterebbe «a recuperare una qualità di vita ragionevole».
Federica Checchia
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