Sceneggiatore geniale e regista visionario, Paul Schrader ha lasciato un’impronta indelebile nel panorama cinematografico internazionale. Da “Taxi Driver” a “First Reformed”, passando per capolavori come “Toro Scatenato” e “Mishima”, Schrader ha esplorato i meandri della psiche umana con una profondità e un’intensità uniche. In occasione dell’uscita del suo ultimo film, “Oh, Canada“, celebriamo la sua carriera con una top ten che ne ripercorre le tappe fondamentali.

I 5 migliori film scritti da Paul Schrader

Paul Schrader e Martin Scorsese

YAKUZA (1974)

Diretto da Sydney Pollack, con Robert Mitchum nei panni del protagonista e Ken Takakura. Il film racconta la storia di un detective americano in pensione che torna in Giappone dopo molti anni per salvare la figlia di un suo amico, rapita dall’organizzazione criminale giapponese. L’idea del film venne a Schrader da una lettera inviatagli dal fratello, Leonard, che all’epoca lavorava in Giappone come insegnante d’inglese e trascorreva molto tempo nei bar gestiti dalla Yakuza. Schrader, affascinato dal tema, decise di svilupparlo proprio insieme al fratello, ispirandosi ai film della Toei. La sceneggiatura fu scritta in poco più di un mese e venduta per una somma considerevole, grazie al potenziale commerciale che presentava. Tuttavia, il film non ottenne il successo sperato. Ammiratore d’eccezione, Quentin Tarantino, che considera il finale del film uno dei più grandi finali dei film dell’epoca.

OBSESSION (1976)

Thriller psicologico neo-noir che vede Cliff Robertson nei panni di un importante uomo d’affari di New Orleans perseguitato dal senso di colpa per la morte della moglie. Anni dopo, incontra e si innamora di una giovane donna che è l’esatta sosia della moglie defunta. Chiaro omaggio a “Vertigo”, l’opera è diretta da Brian De Palma e scritta da Paul Schrader, da un’idea di entrambi, grandi ammiratori del capolavoro di Hitichcock. Eppure, De Palma e Schrader avevano visioni molto diverse per il finale di Obsession. La sceneggiatura originale di Schrader prevedeva un lungo atto finale ambientato anni dopo, ma De Palma trovò questa versione troppo lunga e complessa. Dopo che Schrader si rifiutò di apportare modifiche, De Palma riscrisse il finale, tagliando la parte ambientata nel futuro. Questa decisione causò una profonda rottura tra i due autori, con Schrader che rimase risentito per anni.

TAXI DRIVER (1976)

Qui ha inizio la proficua collaborazione tra Schrader e Martin Scorsese. Travis Bickle, un ex marine reduce del Vietnam con insonnia cronica, trova lavoro come tassista notturno a New York. Disgustato dalla violenza e dalla decadenza morale di cui è spettatore, decide di “ripulire” la città a modo suo. Schrader ha scritto la sceneggiatura di Taxi Driver in un periodo di grande turbolenza personale, traendo ispirazione dalle sue esperienze di solitudine e alienazione. L’insonnia lo induceva a frequentare i cinema porno, tra i pochi locali aperti tutta la notte. In seguito al divorzio, ha vissuto un paio di settimane nella sua auto. “Mi resi conto che non parlavo con nessuno da settimane […] fu allora che mi venne in mente la metafora del taxi. Ecco cosa ero: una persona in una scatola di ferro, una bara, che fluttuava per la città, disperatamente sola”. E scrisse la prima stesura in poco più di una settimana.

TORO SCATENATO (1980)

Il trittico Scorsese, Schrader e De Niro si riunisce nel 1980 per firmare un altro caposaldo della storia del cinema. Il film è un adattamento della biografia dell’ex campione di pugilato dei pesi medi Jake LaMotta. L’opera segue la carriera di LaMotta, la sua ascesa e il suo declino nel mondo della boxe e la sua turbolenta vita personale, segnata da rabbia e gelosia. De Niro lesse la biografia di LaMotta durante le riprese de “Il Padrino – Parte II” e ne rimase affascinato, seppur deluso dallo stile di scrittura del libro. Convinse un reticente Scorsese a prendere in considerazione il progetto e affidarono la sceneggiatura a Mardik Martin, altro storico sceneggiatore. Ma la versione di Martin non piacque ai due, e così si rivolsero a Schrader. Tra le modifiche più importanti, Schrader riscrisse la famosa scena della bistecca troppo cotta e aggiunse il personaggio del fratello del pugile, Joey, assente nella sceneggiatura di Martin.

L’ULTIMA TENTAZIONE DI CRISTO (1988)

Una controversa interpretazione della vita di Gesù Cristo, immaginando cosa sarebbe successo se avesse ceduto alle tentazioni terrene e avesse rinunciato al suo destino di Messia. Ancora Martin Scorsese alla regia, con Willem Dafoe nel ruolo di Gesù. Superfluo nominare le polemiche e le proteste suscitate dalla pellicola. Scorsese ha dichiarato di aver sempre voluto realizzare una versione cinematografica della vita di Gesù, affascinato dall’immaginario di Cristo fin dall’infanzia. Nel 1962, mentre frequentava la New York University, gli fu regalata una copia de “L’ultima tentazione di Cristo” di Nikos Kazantzakis, che lesse solo nel 1972. Affidò la sceneggiatura a Paul Schrader, dopo il successo clamoroso delle due collaborazioni precedenti. Schrader contribuì a delineare una figura di Gesù più umana e tormentata, focalizzandosi sugli aspetti psicologici e interiori del personaggio, rappresentandolo come un uomo che dubita della propria divinità, tentato dal vivere una vita “normale.” La collaborazione tra i due autori ha dato vita a un’opera unica e complessa, uno dei film più discussi e influenti della storia del cinema.

I 5 migliori film diretti da Schrader

FIRST REFORMED – LA CREAZIONE A RISCHIO (2017)

Ethan Hawke interpreta il ministro di una piccola congregazione nel nord di New York, alle prese con la crescente disperazione causata da una tragedia collettiva e da un passato tormentato. Il film è stato molto apprezzato per la sua intensità drammatica e per la performance di Hawke ed è valso a Schrader una nomination all’Oscar per la Miglior sceneggiatura originale. Alcuni elementi della sceneggiatura alludono a “Diario di un curato di campagna di Bresson”, “Luce d’inverno” di Ingmar Bergman, oltre che alla sceneggiatura di Taxi Driver dello stesso Schrader. Schrader ha dichiarato che il film “Ida” di Paweł Pawlikowski lo ha ispirato a girare in formato 1.33:1, “in modo da avere più corpo umano nell’inquadratura”.

MISHIMA – UNA VITA IN QUATTRO CAPITOLI (1985)

Tratto da una sceneggiatura scritta da Schrader insieme al fratello Leonard e alla moglie di Leonard, Chieko Schrader. Il film si basa sulla vita e sull’opera dello scrittore giapponese Yukio Mishima (interpretato da Ken Ogata), intrecciando episodi della sua vita con la drammatizzazione di alcuni frammenti tratti da suoi libri “Il tempio del padiglione d’oro”, “La casa di Kyoko” e “Cavalli in fuga”. Francis Ford Coppola e George Lucas sono stati produttori esecutivi del film. A lungo bandito in Giappone per la sua rappresentazione controversa di Mishima, Schrader considera la pellicola il suo miglior film: «Come sceneggiatore è Taxi Driver, ma come regista è Mishima».

TUTA BLU (1978)

Film d’esordio alla regia di Schrader, che scrisse il film insieme a suo fratello Leonard, con Richard Pryor, Harvey Keitel and Yaphet Kotto a comporre un cast eccezionale. Schrader rivelò che le riprese furono un calvario, a causa delle tensioni artistiche e personali avute con gli attori (e tra gli attori stessi), e di un crollo mentale che gli fece riconsiderare seriamente la sua carriera. Il film racconta la storia di tre operai di un’industria automobilistica di Detroit, frustrati dalle condizioni di lavoro e dalla corruzione sindacale, che decidono di rapinare la cassaforte del loro sindacato. Spike Lee ha incluso il film nella sua famosa lista di titoli essenziali per tutti gli aspiranti registi.

HARDCORE (1979)

Thriller cupo e disturbante scritto e diretto da Paul Schrader, interpretato da George C. Scott, Peter Boyle, Season Hubley e Dick Sargent. La trama segue un uomo d’affari conservatore del Midwest la cui figlia adolescente scompare in California. Con l’aiuto di una prostituta, la sua ricerca lo conduce nel mondo della pornografia. Schrader scrisse la sceneggiatura del film poco dopo aver terminato quella di Taxi Driver, ispirandosi in parte alla propria esperienza di crescita nella chiesa calvinista di Grand Rapids, nel Michigan, dove studiò teologia, e al film “Sentieri Selvaggi” di John Ford.

AMERICAN GIGOLÒ (1980)

Film che consacrò Richard Gere a star Hollywoodiana e sex symbol. La pellicola racconta la storia di un escort di alto bordo di Los Angeles (interpretato, appunto, da Gere) che si lega sentimentalmente alla moglie di un importante uomo politico (Lauren Hutton), diventando al contempo il principale sospettato in un caso di omicidio. La sceneggiatura del film era una delle cinque che scrisse nel ’76, annata evidentemente molto proficua. La composizione dell’inquadratura finale rende omaggio a “Pickpocket” di Robert Bresson, così come il dialogo finale: «Alla fine di American Gigolo, volevo perversamente immergere il mio protagonista nelle gelide acque bressoniane, perciò ho preso il finale di Pickpocket e l’ho affidato a Julian Kay».

“Oh, Canada“, il nuovo film di Paul Schrader, vedrà protagonista proprio Richard Gere (insieme a Jacob Elordi) e sarà la prima volta che i due torneranno a lavorare insieme dopo 45 anni da American Gigolò. L’uscita in Italia del film è prevista per il 16 gennaio.

A cura di Sebastiano Pistritto.

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