Ci sarebbero altre tre persone coinvolte nell’inchiesta partita ad Afragola, comune nella città metropolitana di Napoli. Tutto è iniziato la scorsa estate, a seguito di una rapina che, stando alle ricostruzioni degli inquirenti, avrebbe avuto come mandante il parroco della basilica di Sant’Antonio da Padova. Il sacerdote avrebbe commissionato il furto dei telefoni delle vittime, per cancellare chat, immagini e video memorizzati nei dispositivi. Il materiale testimonierebbe una serie di abusi perpetrati dallo stesso parroco e da un altro frate nei confronti di due giovani immigrati che lavoravano nel santuario.
Due individui con il volto coperto da un cappuccio e armati di coltello e mazze sono entrati con la forza nella loro casa, rubando uno dei cellulare e tentando, invano, d’impossessarsi anche dell’altro apparecchio. Dopo l’episodio sono iniziate le indagini, durante le quali è emersa una lettera redatta dai legali delle vittime, che sollecitava i frati superiori al pagamento delle prestazioni lavorative non ancora corrisposte, e in cui si faceva riferimento a rapporti sessuali non consensuali.
Afragola: fermate altre tre persone coinvolte
I due religiosi, padre Domenico Silvestro, ora sospeso dalle sue funzioni per ordine del vescono, e padre Nicola Gildi, erano finiti in manette e poi scarcerati dal tribunale del Riesame. Al momento, Gildi è agli arresti domiciliari. I frati avrebbero tentato di comprare con denaro e promesse di assistenza il silenzio dei parenti delle vittime.
Stamattina i carabinieri hanno fermato altre tre persone, tutte indiziate per rapina aggravata in concorso. Uno degli uomini raggiunti dalle forze dell’ordine è attualmente in custodia cautelare in carcere; gli altri, almeno per adesso, rimarranno agli arresti domiciliari. Il provvedimento costituisce l’epilogo di un’intensa attività di indagine, partita subito dopo l’esecuzione di un’altra misura cautelare emessa nei confronti di altre cinque persone nel mese di luglio 2024.
Federica Checchia
Seguici su Google News





