Cento anni fa, oggi, nasceva Marilyn Monroe, donna simbolo di bellezza, fascino e grazia che tuttora viene ricordata per il suo talento, i modi gentili, il carisma ma anche, purtroppo per la sua vita dolorosa e la tragica fine. Icona di stile ed emblema della Golden Age è diventata la rappresentazione perfetta della cultura pop anche grazie alla serie di ritratti che l’artista Andy Warhol ha realizzato in suo onore. 

La sua breve vita è caratterizzata sia da un successo planetario, grazie a numerosi film che l’hanno resa celebre come “A Qualcuno Piace Caldo”“Gli Uomini Preferiscono le Bionde”“Eva Contro Eva” e “Quando la Moglie è in Vacanza”, sia da una serie di scandali ed eventi tragici che l’hanno resa fragile, sola e piena di dolore e solitudine. Ma chi era davvero Marilyn Monroe prima di diventare il mito che tutti conosciamo? 

Marilyn Monroe prima del mito, chi era Norma Jean Mortenson Baker

Nata a Los Angeles il primo luglio 1926, il suo vero nome è Norma Jean Mortenson Baker. Sin da bambina ha avuto una vita difficile, caratterizzata da solitudine, instabilità e dolore che l’hanno portata ad un forte desiderio di riscatto. Appena nata, la nonna, Della Monroe, provò a soffocarla con un cuscino, finendo, così, ricoverata in ospedale per un disturbo di psicosi maniaco – depressiva. Anche la madre stessa sembra che, nel corso degli anni in cui hanno vissuto insieme, abbia più volte tentato di ucciderla. 

Nel 1933 la madre di Norma, affetta da disturbi psichiatrici, decide di comprare una casa e affittare una parte di essa ad una coppia di inglesi alcolizzati. Questa decisione, purtroppo, non si è rivelata una mossa saggia, in quanto i due non facevano altro che deridere la bambina e, per di più, di tanto in tanto le davano da bere il whisky al posto dell’acqua. Inoltre, l’uomo si spinse ancora oltre, violentandola. 

Con una madre che faceva avanti e indietro da vari ospedali psichiatrici e un padre assente, già dai primi anni Marilyn, come si può osservare, ha dovuto fronteggiare parecchie sfide, tra cui numerosi affidi e abusi che, pian piano, l’hanno portata a vivere in orfanotrofio. Per un periodo viene anche affidata alla zia, la quale ha un marito violento che sembrerebbe picchiare Norma con la cinghia. Di conseguenza, a causa di tutti questi traumi, a soli sedici anni, per evitare di essere affidata nuovamente a qualcuno, decide di sposare il vicino di casa, nella speranza di trovare, finalmente, quella stabilità e serenità che non ha mai avuto. 

Purtroppo, però, ben presto si rende conto che anche il matrimonio è soltanto l’ennesimo sbaglio, trovandosi, così, rinchiusa in una sorta di limbo da cui non riesce ad evadere. Lui, durante la Seconda Guerra Mondiale, viene chiamato alle armi e lei, pur di sopravvivere, va a lavorare in una fabbrica di paracaduti. Questo avvenimento rappresenta, per l’attrice americana, l’ennesimo trauma da affrontare e nel 1944, quando inizia ad ottenere i primi ruoli nel mondo della moda, decide di divorziare, trovando, finalmente, un minimo di sollievo. 

Le foto di nudo e il ricatto

Nel 1949, per racimolare un po’ di denaro per provvedere al suo sostentamento, decide di posare nuda per un calendario, decisione che, ben presto, le si ritorce contro. Nel 1952, infatti, viene ricattata da un personaggio che minaccia di diffondere tali immagini se si dovesse rifiutare di pagare. Per evitare un ulteriore scandalo, Marilyn decide di fare ammenda pubblicamente, prima che le eventuali foto vengano diffuse, diventando, così, simbolo di coraggio.

Grazie a questa mossa astuta, l’opinione pubblica è totalmente dalla sua parte e, poco dopo, il fondatore di Playboy,Hugh Hefner, acquista gli scatti in occasione del lancio del primo numero della rivista. Come si può osservare, la sua vita, già prima del successo, è caratterizzata da numerosi traumi che, purtroppo, si porterà fino alla fine dei suoi giorni, causandole diversi disturbi, tra cui forti depressioni, ansia e dipendenza da farmaci, con cui si suiciderà il 4 agosto 1962.

Grande attrice, donna fragile e forte al tempo stesso, contraddistinta da innumerevoli doti che l’hanno resa grande insieme alla sua bellezza e sensibilità, Marilyn Monroe è, probabilmente, il simbolo perfetto di come il successo, i soldi e la fama non regalino la serenità interiore a nessuno. Se si viene da un passato estremamente turbolento, non si hanno i giusti strumenti e si è circondati da un mondo non sempre genuino, spesso si può arrivare a compiere gesti estremi che, forse, si potrebbero evitare se si fosse circondati da un sistema più coerente e corretto. 

Articolo di Ambra Gabriella Samonà