Oggi è il giorno giusto per chiamare la pizzeria e mangiare una bella pizza. Perché il 17 gennaio si celebra il World Pizza Day, ovvero la Giornata mondiale della pizza; il 17 gennaio è anche Sant’Antonio Abate. E no, non è una coincidenza: a spiegarlo è un antica tradizione napoletana. Come ben sappiamo infatti la città partenopea è la patria di nascita di una delle pietanze più conosciute al mondo, con una storia antichissima diventata patrimonio Unesco. La sua Giornata Mondiale nasce nel 1984, per promuovere la pizza come simbolo della cultura e della cucina italiana in tutto il mondo. 

Giornata mondiale della pizza, il legame con il fuoco e con Sant’Antonio Abate

Antonio Pace, Presidente dell’Associazione Verace pizza napoletana, spiega come sia nata la correlazione tra il santo, e il piatto. “Abbiamo recuperato una tradizione delle antiche famiglie delle pizzerie napoletane che, fino al 1924-1925, ogni 17 gennaio facevano mezza giornata di lavoro e poi se ne andavano in gita fuori porta in un ristorante che era a Capodimonte, Colli Aminei, e lì festeggiavano sant’Antonio accendendo un falò”. Infatti, sin dall’inizio del secolo scorso (e fino a una cinquantina di anni fa), le famiglie dei pizzaioli napoletani erano solite chiudere durante questa giornata per celebrare il loro santo protettore, che è proprio sant’Antonio. Che c’entra con la pizza? Antonio Abate era il santo del fuoco, nonché protettore dei fornai.

Infatti, secondo la leggenda, il santo andò in visita all’inferno per rubare una scintilla del fuoco eterno, nascondendola nel suo bastone. Tornato nel mondo dei mortali, l’avrebbe regalata agli uomini, che l’hanno usata per cuocere il cibo e a scaldarsi. A lui, anche per questo, si deve il nome dell’Herpez Zoster, il virus che provoca una dolorosa e pruriginosa eruzione cutanea, conosciuto con il nome di “fuoco di Sant’Antonio”. Nell’antichità, infatti, moltissimi pellegrini si recavano al cospetto del monaco per farsi curare.

Marianna Soru

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