La musica dal vivo è un’esperienza che va vissuta a 360 gradi da chi partecipa, da qualunque lato del palco si trovi. Tuttavia, per chi suona c’è una preparazione tecnica che va al di là delle abilità a usare gli strumenti o a cantare. A cominciare dall’utilizzo consapevole del mixer a seconda che ci si esibisca all’aperto o in un luogo chiuso.

Il mixer

Per impostare correttamente un sound check, bisogna proprio partire dal concetto che i suoni all’aperto o al chiuso sono molto differenti. Grazie a un mixer completo e professionale, si possono bilanciare i livelli di suoni e voci, a seconda di dove ci si sta esibendo.
In linea generale, all’interno è più facile avere il controllo del suono, fermo restando che tende a “rimbalzare” sulle pareti; all’esterno, invece, si disperde più facilmente, come è intuibile.

I suoni devono arrivare al pubblico in modo armonico e mai troppo aggressivo, mentre chi ha in mano il microfono ha necessità di un ritorno da monitor che gli consenta di inserirsi con la voce al volume e alla tonalità corrette. La buona comunicazione tra musicisti e fonici, in questo senso, diventa parte stessa del concerto!

Una chitarra troppo forte, una distorsione che assorda all’improvviso o una stonatura sono i rischi del mestiere, tuttavia possono capitare. In fase di prove, le impostazioni sul mixer devono essere modulate fino a sfiorare la perfezione, pur se l’imprevisto è inevitabile. In linea generale, in un teatro o in un locale può essere fondamentale sfruttare l’architettura stessa per personalizzare tutti i bilanciamenti.

Accorgimenti e coinvolgimento

A livello di coinvolgimento del pubblico, un live all’aperto è meno “composto” e più emozionale: si possono fare commenti sul tempo (e se c’è pioggia attrezzarsi di conseguenza!), sul panorama e inserirsi in contesti storici di città bellissime.  
All’aperto possono esserci dei rumori di fondo di vario genere, quindi se un brano è particolarmente basso o va ascoltato con attenzione, occorrerebbe perlomeno stabilire con il pubblico quel feeling che consenta di eseguirlo con più silenzio possibile.

D’altro canto, un concerto o un’esibizione in posti chiusi permettono persino di girare tra le file, se c’è spazio a sufficienza, e promuovere un coinvolgimento unico nel suo genere. Quante persone possono dire di essersi trovate faccia a faccia con il cantante preferito, magari addirittura stringergli la mano?

Una buona acustica, ovunque si canti e si suoni, permette anche di fare qualcosa che ai concerti è praticamente un must: girare il microfono verso il pubblico e lasciare che prosegua la canzone. Spesso si creano momenti indimenticabili dove le voci sembrano seguire un mixaggio quasi magico, senza risultare troppo alte o troppo basse rispetto agli strumenti.

Regole e sicurezza

Per quanto concerne i locali al chiuso, è sufficiente chiedere ai proprietari quali siano le regole da seguire, specie per quanto riguarda la sicurezza: bisogna conoscere eventuali piani di evacuazione e uscite di emergenza per essere pronti se necessario.
All’aperto, invece, i permessi vanno chiesti al Comune competente e in questi casi possono essere presenti organi di vigilanza o di soccorso.