Che il settore del lusso fosse in crisi in tutto il mondo è una cosa già ben nota. Un’ulteriore conferma arriva da un comunicato della griffe di lusso Chanel, che comunica la difficoltà che sta affrontando negli Stati Uniti, a causa della quale si è trovata a dover tagliare 70 posti di lavoro. Infatti, in un comunicato diffuso mercoledì, afferma che, come le precedenti mosse per limitare le spese, questa decisione aiuterà il brand “ad adattarsi meglio alle attuali sfide economiche”.

La crisi del lusso colpisce Chanel: tagliati 70 posti di lavoro negli USA

Un duro colpo per la zona americana, considerato che le Americhe rappresentavano circa il 20% delle vendite totali di Chanel già nel 2023. Un dato alto rispetto al 28% dell’Europa e al 52% dell’area Asia Pacifico. Inoltre, sempre nel 2023, l’azienda contava circa 36.500 dipendenti secondo i risultati annuali presentati lo scorso maggio. Il brand è di proprietà di Alain e Gerard Wertheimer, la cui fortuna è stimata in circa 46 miliardi di dollari ciascuno, secondo il Bloomberg Billionaires Index.

Si tratta dunque di una decisione decisamente sofferta. I 70 posti eliminati rappresentano infatti circa il 2,5% della forza lavoro del brand negli Stati Uniti. Tra l’altro, le stime affermano che proprio la maison è generalmente considerato uno dei marchi più esclusivi e esenti da crisi. Il suo target è infatti tra i più facoltosi e disposti a spendere alte cifre. Sono in pochi infatti a spendere più di 10.000 euro (10.420 dollari) per una borsa). Purtroppo, la crisi colpisce anche i migliori: i tagli ai posti di lavoro sono il risultato di una più ampia flessione della domanda di prodotti di fascia alta. Da considerare anche il boom della crisi post pandemia, che non sembra ancora essersi concluso.

Marianna Soru

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