Nel corso dell’edizione delle 13:00 del TG1, Carlo Conti ha annunciato quali saranno i duetti che potremo ascoltare durante la serata del Festival di Sanremo dedicata alle cover. Tra artisti in gara che hanno accolto l’invito del direttore artistico a fare coppia fra loro, ed esibizioni che si preannunciano più che interessanti, un nome ha di certo colpito gli spettatori: sul palco dell’Ariston, venerdì 14 febbraio, ci sarà anche Topo Gigio, che canterà Nel Blu Dipinto di Blu. Il merito di questo coup de théâtre va a Lucio Corsi, ancora poco noto al grande pubblico ma che, di certo, non passerà inosservato.
Lucio Corsi: biografia e carriera

Nato a Grosseto il 15 ottobre 1993, è cresciuto a Vetulonia; la sua famiglia gestisce un ristorante nella vicina Macchiascandona. La madre di Lucio Corsi è una pittrice, mentre il padre ha lavorato come muratore, artigiano del cuoio e operatore Rai. Si è avvicinato alla musica da piccolo, guardando a ripetizione The Blues Brothers. Ancora giovanissimo, ha composto le sue prime canzoni, influenzato dal progressive rock dei Genesis di Peter Gabriel e dal cantautorato alla Ivan Graziani.
Nel 2014 ha pubblicato il suo primo EP, Vetulonia Dakar, contenente cinque tracce e seguito, tre anni dopo, dal primo vero album, Bestiario Musicale. A questo hanno fatto seguito, nel 2020 e nel 2023, Cosa faremo da grandi? e La gente che sogna. Il 17 giugno 2023 ha aperto il concerto degli Who in occasione del Firenze Rocks mentre, nel novembre 2024, ha firmato il singolo Tu sei il mattino, incluso nella colonna sonora della terza stagione della serie Vita da Carlo di Carlo Verdone, dov’è apparso come guest star nel ruolo di se stesso.
Il “frullatore” Sanremo 2025
Lucio Corsi è nella rosa dei trenta artisti che si contenderanno la vittoria della settantacinquesima edizione del Festival. Il suo brano s’intitola Volevo essere un duro e, durante la conferenza stampa, ha dichiarato: «Non si può scrivere una canzone per andare a Sanremo. Io ne ho scelta una che avevo scritto un anno e mezzo fa, sarebbe stata una dei singoli del nuovo disco. C’è chi dice che le canzoni non vadano spiegate ma solo suonate, ma a me piace farlo. “Volevo essere un duro” parla del fatto che spesso non si riesce a diventare ciò che si sognava essere e che spesso di sogna qualcosa che in realtà non è tanto meglio di ciò che siamo già. Questo mondo ci vuole indistruttibili, inscalfibili, perfetti e solidi come le pietre ma noi siamo molto più in bilico. L’equilibrio è precario, bisogna solo accettarlo».
Per il cantautore «Sanremo è un frullatore, se ci vai con una buona base credo sia più semplice. Meglio avere il paracadute. Dietro la tv ci sarà chi mi vedrà per la prima volta, ci sarà un pubblico ampio, diverso dal mio. Mi piace molto quest’idea, mi incuriosisce».
Lucio Corsi e la sua idea di musica
Corsi, dunque, non punta alla vittoria finale, ma a fare un’esperienza formativa: «Qui mi dicevano tutti di provarci. Io ero sempre combattuto da perché tra gli artisti che amo ci sono quelli che non hanno mai voluto partecipare, come Paolo Conte e Franco Battiato e altri invece sì, come Vasco, Lucio Dalla, Ivan Graziani, Rino Gaetano… La musica non è competizione e le gare in musica non mi piacciono. Mi piacciono quelle in moto, perché la velocità ha anche a che fare con l’aria e il tempo, proprio come la musica. I motociclisti lottano contro il tempo e per questo li stimo. Con le canzoni mi piace fuggire altrove, andare in giro con la mente, viaggiare nel tempo. Cerco di calarmi in altri panni, di nascondermi dal mondo che mi circonda perché quando una canzone racconta la realtà per com’è mi annoia mortalmente. La musica serve a ingannarci, mentre nella vita di tutti i giorni credo sia importante non raccontarsi bugie, non fingere».
Federica Checchia
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