Secondo le indiscrezioni pubblicare dal Sun, nel 2013, prima ancora di convertirsi all’Islam, Sinéad O’Connor avrebbe indicato le sue ultime volonta, specialmente in merito all’utilizzo del materiale musicale inedito. La cantautrice irlandese, scomparsa il 26 luglio 2023, avrebbe dato il proprio consenso ai figli per utilizzare le registrazioni mai pubblicate, in modo da ricavarne dei profitti.
«Dispongo che dopo la mia morte, e a discrezione dei miei figli maggiorenni, i miei album vengano pubblicati in modo da ricavarne il massimo», avrebbe scritto, indicando come esecutore testamentario John Reynolds, il suo ex marito. Tra le altre volontà, ci sarebbe quella di essere sepolta in abito talare con una Bibbia ebraica e con il suo album del 2007 Theology.
L’eredità di Sinéad O’Connor

La cantante avrebbe lasciato la collezione di chitarre al figlio minore, Yeshua Bonadio, oggi maggiorenne. Il patrimonio lasciato da Sinéad ai suoi cari ammonterebbe a 1,7 milioni di sterline (1,4, se contiamo il saldo dei debiti, i costi funerari e le spese legali).
Nel 2021 aveva inoltre spiegato a People di aver istruito i figli sin da piccoli rispetto alla gestione delle eventuali pubblicazioni postume. Sembra abbia detto loro: «Assicuratevi che le case discografiche non inizino a pubblicare i miei dischi senza dirvi dove vanno a finire i soldi».
Sinéad O’Connor, morta un anno e mezzo dopo il suicidio di suo figlio Shane, si era fatta conoscere alla fine degli anni Ottanta. Il suo maggior successo discografico è stato il singolo Nothing Compares 2 U, incluso nell’album I Do Not Want What I Haven’t Got del 1990. Il brano ha raggiunto la vetta delle classifiche mondiali. A scriverlo, nel 1985, era stato Prince, che l’aveva affidato al gruppo The Family; il loro disco contenente la canzone, però, era stato un flop. Il pezzo, dunque, sembrava destinato a rimanere sconosciuto, ma la voce ultraterrena di Sinéad, per fortuna, gli ha donato la vita eterna.
Federica Checchia
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