Possibile che nessuno si sia ricordato che quel BAU BAU in TV è un riferimento allo scandalo Cirinnà? L’Italia è nei guai.
L’Italia ha la memoria corta. Anzi, cortissima. Se c’è una cosa che caratterizza il dibattito pubblico nel nostro paese è la rapidità con cui scandali e polemiche vengono dimenticati, spazzati via dalla prossima indignazione mediatica. Un caso emblematico è quello del cosiddetto “bau bau” di Augusta Montaruli. Il fatto è avvenuto durante la trasmissione Tagadà (La7). Parliamo di un episodio che gran parte degli spettatori ha commentato come bizzarro e straniante. Ma, mentre tutti urlavano allo scandalo, in pochi hanno notato che il gesto non è stato fatto a caso. Si tratta di una citazione provocatoria riguardo una massiccia quantità di contanti trovati nella cuccia del cane nella villa di Monica Cirinnà. Ma vediamo di ricostruire i fatti.
Un duello televisivo tra accuse e memoria selettiva
Durante la trasmissione in questione, la deputata di Fratelli d’Italia Augusta Montaruli ha difeso il giornalista di Libero Sandro Iacometti. Ciò è avvenuto in un acceso dibattito con Marco Furfaro (Pd), il quale ha rinfacciato alla destra i suoi problemi con la giustizia. Montaruli, invece di rispondere in maniera argomentata, ha deviato il discorso, citando in modo criptico due episodi. Essi sono il caso dell’ex tesoriere campano del Pd Nicola Salvati e i soldi trovati nella cuccia del cane nella villa della senatrice Monica Cirinnà.
Quando la discussione si è scaldata, Montaruli ha iniziato ad abbaiare ripetendo “bau bau”, interrompendo l’interlocutore con questo verso continuo. Il gesto grottesco e un po’ ridicolo ha spiazzato i presenti, suscitando un certo scalpore. Ma dietro questa sceneggiata c’era un riferimento ben preciso, che in pochi hanno colto. Parliamo dell’accusa (mai del tutto chiarita) contro Cirinnà riguardo ben 24mila euro ritrovati anni fa nella sua tenuta di Capalbio. Ma, a quanto si legge dai social, nessuno l’ha notato o ricordato.
Un giallo e i soldi nella cuccia del cane: ecco il motivo del “bau bau” in TV a Cirinnà
Eppure non è avvenuto molto tempo fa. Per ricostruire la storia dobbiamo tornare al 2021, quando durante dei lavori di ristrutturazione nella villa della senatrice Pd Monica Cirinnà e del marito Esterino Montino avviene qualcosa di incredibile. Lì vengono, appunto, trovati 24mila euro in contanti, nascosti dentro una vecchia cuccia per cani. Gli operai che scoprono il denaro avvisano la famiglia, che a sua volta chiama i carabinieri. Parte l’indagine e le ipotesi fioccano: rapina, spaccio di droga, soldi nascosti da malviventi in attesa di essere recuperati. Alla fine, nessun reato viene attribuito ai proprietari della villa, ma il denaro viene confiscato e destinato al Fondo unico per la giustizia.
La vicenda sarebbe già abbastanza ambigua così, ma non finisce qui. Cirinnà, pur dichiarandosi totalmente estranea alla vicenda, ha comunque cercato di riottenere il denaro. A sua detta, lo scopo era “devolverlo a un centro antiviolenza” (il CAV di Grosseto Olympia de Gouges). Tuttavia, il tribunale ha respinto la sua richiesta. Resta il fatto che la presenza di quella somma in un nascondiglio così bizzarro ha lasciato aperte molte domande, sospetti e polemiche.
Perché ci siamo dimenticati? L’amnesia collettiva è un problema per la democrazia
Il caso della “cuccia del cane” ha fatto discutere per qualche settimana, ma poi è finito nel dimenticatoio, come succede con molti scandali italiani. Infatti, come vediamo oggi, quando Montaruli lo ripesca in un dibattito televisivo, molti spettatori faticano a ricordarne i dettagli. Questo non è un caso isolato: è una caratteristica ricorrente della politica italiana e della nostra memoria collettiva.
Viviamo in un paese in cui gli scandali si susseguono come notizie “usa e getta”, rapidamente sostituite da altre polemiche e dimenticate con una facilità inquietante. Questa memoria corta è la ragione per cui politici coinvolti in processi e inchieste tornano sulla scena pubblica senza alcuna difficoltà. È, se vogliamo interpretare oltre, anche il motivo per cui leggi liberticide vengono approvate senza che i cittadini se ne accorgano. Siamo sempre più distratti dall’ennesima polemica o dichiarazione provocatoria di un politico che, forse, ha proprio questo scopo.
In fondo, potremmo azzardarci a dire che il vero “bau bau” non è quello di Montaruli in tv, ma ci riguarda tutti. Dovremmo riflettere sul nostro essere ormai addomesticati, come un cane in una cuccia, ad accettare la politica come un eterno ciclo di scandali senza conseguenze. Forse sarebbe il caso di svegliarsi in quanto cittadini, prima che la prossima misura liberticida passi sotto il nostro naso, mentre siamo troppo impegnati a indignarci per il tema del giorno.
Il “bau bau” e la degenerazione della TV che va oltre Cirinnà
Un’ultima riflessione va fatta sulla qualità del dibattito politico nei media italiani. Che una parlamentare della Repubblica si metta ad abbaiare in diretta televisiva è un segnale del degrado della comunicazione politica nel nostro paese. Invece di confrontarsi su temi di sostanza, si preferisce ridurre il dibattito a una pantomima grottesca. Questo comportamento non solo svilisce il ruolo istituzionale di chi lo adotta, ma mina ulteriormente la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Se chi dovrebbe rappresentarci si comporta in questo modo, come possiamo aspettarci che le persone prendano sul serio la politica? Montaruli ha forse ottenuto il suo momento di viralità, ma a quale prezzo? L’ennesima dimostrazione che la politica italiana è sempre più uno show di bassa lega, dove il circo mediatico conta più dei contenuti.
Maria Paola Pizzonia, Autore presso Metropolitan Magazine





