Rita Bonaccorso è stata la prima moglie di Totò Schillaci, una storia d’amore che solamente fino al 1995, quando decisero di separasi e divorziare; ma non prima di aver messo al mondo due splendidi bambini: Mattia e Jessica.
“Con Totò – ha raccontato a Fuorigioco la prima moglie del calciatore – ci siamo sposati nel 1987, quando lui giocava nel Messina, e ci siamo lasciati nel 1995. Eravamo morbosi, troppo gelosi l’una dell’altro. Lui mi tradiva e mi dava per scontata, pensava che io non lo avrei mai fatto, di tradirlo”. Ora si addormenta nella roulotte parcheggiata in un giardino. Dentro ci sono il televisore e un materasso ortopedico. L’affitto del giardino però costa 100 euro al mese. “Tra le persone che mi sostengono aggiungete Barbara D’Urso”, dice lei.
Rita Bonaccorso racconta gli anni in cui Schillaci giocava nella Juventus. “Io e Totò a Torino eravamo già in crisi e una sera Giampiero Boniperti venne a casa nostra per mettere pace”. Poi il ricordo della storia “clandestina” con Lentini. “Lo so, la storia con Lentini del Torino e poi del Milan, ma io quell’amore con Gigi l’ho avuto per reazione, perché Totò da mesi frequentava un’altra donna, anzi ci viveva insieme. Glielo dissi a Salvatore: ‘Prima o poi te la farò pagare’. Non ci credeva… Con Lentini è durata un anno, dopo il suo incidente d’auto ci siamo lasciati”.
Il dramma dell’ex e prima moglie di Schillaci
Il dramma esistenziale dell’ex signora Schillaci comincia nel 1992 quando una conoscente palermitana che ha una gioielleria a Torino le chiede il favore di andare ogni tanto nel suo negozio per farle pubblicità. A tutti la presenta come la moglie di Schillaci, anche se Rita Bonaccorso è già separata. Dopo due anni la gioielleria fallisce e nel 1996 nel procedimento viene coinvolta anche lei. Risulta debitrice – in quanto socia apparente – di una ditta svizzera fornitrice di anelli, bracciali, diamanti per 390 milioni di lire. La donna viene condannata a risarcire il fornitore di gioielli Stefan Hafner nel 2006, sentenza confermata in appello nel 2008. A ottobre 2015 arriva la condanna definitiva. E nel 2006 la sua casa è finita all’asta ed è stata poi venduta. “Era la mia vita – dice lei – per anni l’ho affittata ai giocatori del Palermo, mi permetteva di sopravvivere con dignità”. E ora? “Prima di tutto mi piacerebbe avere un soffitto, mi basterebbe un magazzino con un pavimento. Poi vorrei un lavoro. Sono estetista e parrucchiera, mi arrangio con lavoretti qua e là, e spero che lo Stato non mi perseguiti per i quattro soldi che guadagno a nero”.
Anche se in passato non erano mancati screzi tra Totò Schillaci e Rita Bonaccorso, ex moglie del calciatore fino al 1996 e madre di due dei suoi figli, Mattia e Jessica, ultimamente tra i due le cose si erano sistemate, tanto che la sua presenza alla camera ardente si è rivelata un reale supporto per Barbara: “Rita? Sta qui, accanto alla bara con me. Condividiamo un dolore grande, nel rispetto reciproco”, ha detto nell’intervista al Corriere. Anni fa, Bonaccorso era diventata nota alle cronache recenti dopo gli sviluppi eclatanti del caso giudiziario che l’aveva coinvolta. Tramite una protesta che ebbe molta visibilità sulle reti televisive nazionali, in particolare le trasmissioni condotte da Barbara D’Urso, l’ex moglie di Totò Schillaci, era stata privata della sua abitazione dopo un pignoramento della villa dovuto ad una vicenda giudiziaria intricata che l’aveva vista incolpevolmente coinvolta nel fallimento di una gioielleria per la quale aveva fatto solo pubblicità.





