Jannik Sinner sconterà una squalifica di tre mesi per il caso Clostebol. Lo ha annunciato l’Agenzia mondiale antidoping (WADA) confermando “di aver concluso un accordo per la risoluzione del caso del tennista italiano, che ha accettato un periodo di tre mesi di inammissibilità per una violazione della regola del doping che lo ha portato ad un test positivo per il clostebol, una sostanza vietata, nel marzo 2024”.
Ecco perché della squalifica Sinner
Il 23enne di San Candido, considerato uno dei più grandi tennisti di sempre, è risultato positivo a un controllo antidoping il 10 marzo 2024, durante il Masters 1000 di Indian Wells. Il secondo controllo positivo è del 18 marzo, dopo la semifinale persa nello stesso torneo contro Carlitos Alcaraz. In entrambi i casi sono stati trovati livelli simili di Clostebol – uno steroide anabolizzante, il 4-cloro derivato del testosterone, solitamente utilizzato come cicatrizzante delle lesioni cutanee -, con una concentrazione nelle urine nel primo caso di 86 picogrammi per millilitro, e nel secondo di 76 picogrammi per millilitro.
L’accordo
A seguito dell’accordo con la Wada Sinner potrà tornare in campo per una gara il 4 maggio 2025. Lo precisa la Wada rimarcando anche che dopo l’intesa è stato “formalmente ritirato l’appello al Cas”.
“Secondo i termini dell’accordo, il sig. Sinner servirà il suo periodo di ineleggibilità dal 9 febbraio 2025 alle ore 23:59 del 4 maggio 2025 (che include un credito per quattro giorni precedentemente serviti dall’atleta mentre era sotto sospensione provvisoria). Ai sensi dell’articolo 10.14.2 del codice, il sig. Sinner può riprendere l’attività di formazione ufficiale a partire dal 13 aprile 2025. Alla luce dell’accordo di risoluzione del caso, l’AMA ha formalmente ritirato il suo appello al CAS”, si legge nel comunicato
La Wada ha riconosciuto che Jannik Sinner “non aveva intenzione di imbrogliare e che la sua esposizione al Clostebol non ha fornito alcun vantaggio per migliorare le prestazioni”. “E’ avvenuto senza la sua conoscenza come risultato della negligenza dei membri del suo entourage” ma “in base al codice e in virtù del precedente CAS, un atleta è responsabile della negligenza dell’entourage”.
“In settembre, la Wada ha presentato un ricorso alla Corte d’arbitrato per lo sport (CAS) nel caso del sig. Sinner, che era stato giudicato da un tribunale indipendente non colpevole o negligente – ricostruisce l’Agenzia Mondiale Anti-Doping – Nonostante l’appello, le circostanze del caso specifico hanno fatto sì che, per garantire un risultato equo e appropriato, la Wada fosse disposta a concludere un accordo di composizione, in conformità con l’articolo 10.8.2 del Codice mondiale antidoping”.
“Sulla base dei fatti unici di questo caso, una sospensione di tre mesi è considerata un risultato appropriato. Come precedentemente indicato, la Wada non ha chiesto la squalifica di alcun risultato, salvo quella che era stata precedentemente imposta dal tribunale di primo grado. La Federazione Internazionale di Tennis e l’Agenzia Internazionale per l’Integrità del Tennis, entrambe coinvolte nell’appello della Wada, non hanno fatto ricorso contro la decisione di primo grado ed hanno entrambi accettato l’accordo di risoluzione del caso”, conclude la Wada.
“Questo caso pendeva su di me ormai da quasi un anno e il processo ancora aveva un tempo lungo con una decisione che forse sarebbe arrivata solo alla fine dell’anno”. Così Jannik Sinner ha commentato l’accordo con la Wada per una squalifica di tre mesi per il caso Clostebol.
Quando tornerà potrebbe essere ancora numero 1 del mondo, a meno di grandi exploit di Zverev e Alcaraz nelle prossime settimane. “Questa vicenda mi tormentava da quasi un anno e il processo sarebbe potuto durare ancora a lungo – le parole di Sinner in un comunicato -. Ho sempre accettato di essere responsabile del mio team e riconosco che le rigide regole della Wada siano una protezione importante per lo sport che amo. Su questa base ho accettato l’offerta della Wada di risolvere il procedimento con una sanzioni di tre mesi”.





